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Peveragno

comune in provincia di Cuneo (10 km), 570 m s.m., 63,36 km², 5207 ab. (peveragnesi), patrono: Santissimo Nome di Maria (12 settembre).

Centro del Cuneese, situato su un pianoro del versante settentrionale del monte Besimauda, alla destra della Stura di Demonte. Antico possesso dei Savoia, nel sec. XII fu feudo dei marchesi di Busca e di Asti. Tornato successivamente ai Savoia, fu ceduto a Cuneo (1525), finché nel 1682 fu unito al feudo di Boves. § Del borgo medievale sono rimaste tracce in alcune case dell'abitato, con portici e decorazioni sulla facciata. I resti della quattrocentesca chiesa di San Domenico sono incorporati nel cortile di una casa e conservano affreschi di Giovanni Mazzucco (1477). La chiesa della Confraternita di San Pietro in Vincoli, iniziata da F. Gallo nel 1733 e terminata nel 1767, ha una facciata in cotto a due ordini e interno a croce greca. Interessanti sono gli affreschi di A. Vinai e P. E. Morgari nella parrocchiale di Santa Maria. § Rilevante è il ruolo economico dell'agricoltura, rivolta alla coltivazione di piccoli frutti (ribes, lamponi e soprattutto fragole, cui è dedicata una sagra nel mese di giugno), cereali, patate e alberi da frutto. Sviluppato è l'allevamento bovino, cui si lega la produzione lattiero-casearia (formaggi tipici piemontesi, in particolare raschera e bra DOP), e quello suino. L'industria è presente nei settori dei gas, della lavorazione dei metalli, dei materiali da costruzione e del legno. È località di soggiorno estivo e meta di escursioni. § Vi nacque lo scrittore e giornalista Vittorio Bersezio (1828-1900). Fuori dall'abitato si trova l'imponente santuario della Madonna dei Boschi, in posizione suggestiva tra i castagni.