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Piève Santo Stéfano

comune in provincia di Arezzo (51 km), 433 m s.m., 155,77 km², 3316 ab. (pievani), patrono: Madonna dei Lumi (8 settembre).

Centro della val Tiberina, situato alla confluenza del torrente Ancione nel Tevere. Antico insediamento romano (Suppetia o Sulpitia), fu a fasi alterne soggetto ad Arezzo e a Firenze, alla quale passò definitivamente nel 1384. Nel 1545, dopo aver resistito all'assalto dei lanzichenecchi di Carlo V in marcia verso Roma, fu promosso a capoluogo di vicariato. § La collegiata di Santo Stefano, rifatta nell'Ottocento su una preesistente chiesa nota fin dal sec. XIII, conserva pregevoli terrecotte dei sec. XIV-XV, tra cui un notevole dossale in terracotta invetriata attribuito ad Andrea della Robbia (1514). Da ricordare anche la chiesa della Madonna dei Lumi (1590-1625), il Palazzo Comunale e, presso l'abitato, il tempietto di Colledestro, rifacimento di un edificio romano dedicato alle ninfe dell'alto Tevere. § L'agricoltura dà frumento, olive, foraggi; notevole l'apporto del turismo, in particolare quello invernale a Pratelle. Sviluppata è l'industria metallurgica, chimica (vernici), delle fibre ottiche, delle confezioni e della lavorazione del legno. § Vi nacque l'uomo politico e storico economico Amintore Fanfani (1908-1999).