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Piacènza (provincia)

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provincia dell'Emilia-Romagna, 2589 km², 281.616 ab. (stima 2007), 107 ab./km², capoluogo: Piacenza. Comuni: 48. Sigla: PC.

Generalità

Posta all'estremità occidentale della regione, lungo l'asse meridionale della Pianura Padana, è la meno popolosa e la meno densamente abitata tra le province emiliane. Confina con le province di Parma, Genova, Alessandria, Pavia, Lodi e Cremona.

Territorio

Il territorio è pianeggiante e di natura alluvionale a N, collinare e montuoso nei settori centrale e meridionale, dove si innalzano i rilievi dell'Appennino Ligure, la cui massima elevazione in territorio provinciale è rappresentata dal monte Lesima, 1724 m. Il fiume principale è il Po, che scorre al margine settentrionale della provincia; a esso scendono tutti gli altri corsi d'acqua, fra i quali il Tidone, il Trebbia, il Nure e l'Arda. Il Tidone e il Trebbia, che convoglia al Po anche le acque dell'Aveto, nascono al di fuori del territorio provinciale. La loro portata d'acqua è assai ineguale e il loro regime torrentizio. Ricade nella provincia parte del Parco Regionale dello Stirone, che tutela una fascia fluviale di pianura; inoltre, merita di essere menzionata anche la Riserva Regionale Piacenziano, di notevole rilevanza stratigrafica e paleontologica, denominata “culla del Pliocene”. Il clima è tipicamente continentale, specialmente in pianura, dove rilevanti sono le escursioni termiche stagionali e giornaliere e modeste le piogge; nelle aree collinari e montuose aumenta la quantità delle precipitazioni e diminuisce il divario termico. La piovosità ha due massimi nei mesi autunnali e primaverili e un minimo ben marcato in estate. La consistenza demografica, dagli ultimi decenni del sec. XX, è in fase di costante flessione, soprattutto a causa del saldo negativo del movimento naturale della popolazione e della migrazione di buona parte della manodopera verso altre province più favorite economicamente. Rilevanti sono inoltre i movimenti migratori nello stesso ambito provinciale, dalle aree montane e collinari, caratterizzate da scarsi redditi, ai comuni più sviluppati della pianura. La struttura urbana della provincia, incentrata su Piacenza, è decisamente monocentrica. Dopo il capoluogo, altri centri di una certa importanza sono: Fiorenzuola d'Arda, Castel San Giovanni, Rottofreno, Podenzano, Carpaneto Piacentino, Borgonovo Val Tidone e Rivergaro. La principale arteria di traffico della provincia è rappresentata dall'autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia, che incrocia nei pressi del capoluogo l'Autostrada del Sole (A1); seguono la via Emilia (SS 9), che termina a Piacenza, e la SS 10, che da Piacenza raggiunge Torino. Affianca il tracciato di questi assi viari anche la linea ferroviaria.

Economia

L'agricoltura è l'attività tradizionale della provincia e costituisce ancora, agli inizi del sec. XXI e nonostante il calo degli addetti, l'asse portante della sua economia, con stretti legami con l'industria e il commercio. Si producono in notevole quantità frumento, barbabietole da zucchero, uva da vino, foraggi, che alimentano un considerevole patrimonio zootecnico, e specialmente ortaggi e frutta. I settori industriali maggiormente sviluppati sono quelli alimentare, conserviero, meccanico, chimico, petrolchimico, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione e, da ultimo, della robotica, che copre quasi la metà della produzione regionale. Quanto all'ubicazione degli impianti, si nota una loro forte concentrazione nell'area di pianura, specie lungo la direttrice Castel San Giovanni-Piacenza-Fiorenzuola d'Arda. Sempre in quest'area si è assistito, dalla fine del sec. XX, allo sviluppo del settore terziario, con attività commerciali e di servizi, anche avanzati. Un fondamentale contributo allo sviluppo dell'economia del Piacentino è fornito dalla presenza, nel capoluogo, di una sede distaccata del Politecnico di Milano e di alcune facoltà dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, tra cui agraria ed economia.