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Pianèlla

comune in provincia di Pescara (18 km), 236 m s.m., 46,84 km², 7511 ab. (pianellesi), patrono: san Silvestro (ultima domenica di luglio).

Centro situato tra le valli dei fiumi Tavo e Pescara. Citato dal 739, fu devastato dai Saraceni (879 e 914). Possesso dell'abbazia di Montecassino e di vari signori locali, nel 1268 venne dato ai De Duca. In seguito ebbe altri feudatari, tra i quali i Cantelmo, gli Orsini (sec. XV) e i Farnese. § Notevole la chiesa di San Domenico (sec. XV, ma trasformata nel XVIII), con la cappella barocca di San Pietro Martire. Poco fuori dall'abitato sorge la chiesa di Sant'Angelo o di Santa Maria Maggiore (sec. XII), dalla facciata in laterizio con un portale riccamente ornato e un rosone a ruota. Nel sobrio interno sono un pulpito (sec. XII) e affreschi dei sec. XII-XV. § L'industria opera nei settori alimentare, metalmeccanico, dell'abbigliamento e delle vernici. L'agricoltura produce cereali, olive (olio extravergine Aprutino-Pescarese DOP), uva, barbabietole da zucchero e foraggi per l'allevamento ovino, bovino (con produzione di latte) e di conigli.