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Pietragalla

comune in provincia di Potenza (23 km), 839 m s.m., 65,67 km², 4534 ab. (pietragallesi), patrono: san Teodosio (10 maggio).

Centro situato fra i torrenti Alvo e Rosso. È l'antica Mons Petreguallo ricordata nel 1278, possesso in epoca normanna della Contea di Tricarico e, in epoca sveva, di Riccardo di Santa Sofia. Fu feudo dei Del Balzo (sec. XIV), di Lorenzo Acciaiuoli e degli Zurlo. Dopo il terremoto del 1456 vi si rifugiarono gli abitanti di Casalaspro; nel 1653 passò ai Melazzi. § Il Palazzo Ducale (sec. XV, restaurato e rimaneggiato nel sec. XVIII) conserva tele del Settecento e un soffitto dipinto col Ratto delle sabine (sec. XVIII). La chiesa di San Nicola (sec. XVI, rifatta nel Settecento) è affiancata da una torre campanaria. Interessanti l'area delle antiche abitazioni interrate e una serie di grotte, in passato adibite a cantine (palmenti), due delle quali ancora funzionanti. § L'agricoltura produce cereali, uva, ortaggi e frutta; è diffuso l'allevamento. Attività manifatturiere operano nei settori meccanico, enologico e caseario. § Sul monte Torretta furono rinvenuti resti di un insediamento anteriore al sec. XI a. C. e abitato fino al sec. III a. C. (le mura risalgono al sec. IV a. C. e nella parte più alta sorge l'acropoli), tracce di un tempio italico e altro materiale archeologico. In località Casalaspro sono i ruderi di un castello medievale abbandonato dopo il terremoto del 1456.