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Pinturìcchio, Bernardino Bétti, detto il-

pittore italiano (Perugia ca. 1454-Siena 1513). Formatosi a Perugia in una cerchia ancora tardogotica, con probabili aperture verso Benozzo Gozzoli, quasi sicuramente iniziò come miniaturista (rimane una Crocifissione, Roma, Biblioteca Vaticana). Collaboratore forse del Perugino nel problematico ciclo con i miracoli di S. Bernardino (Perugia, Galleria Nazionale), lo seguì a Roma per gli affreschi della Cappella Sistina (1481-82), per la quale realizzò il Viaggio di Mosè e il Battesimo di Cristo; qui ebbe modo di lavorare a stretto contatto con Botticelli e Ghirlandaio, approfondendo quindi le sue frammentarie conoscenze del Rinascimento fiorentino. Con le Storie di S. Bernardino (1490 ca., Roma, cappella Bufalini in S. Maria in Aracoeli) ebbe inizio la serie di commissioni di cicli decorativi, dei quali si ricordano quello dell'appartamento Borgia in Vaticano (1491-94) e quello della Libreria Piccolomini (1503-08) nel duomo di Siena, con la collaborazione del giovane Raffaello. Fu probabilmente la sua iniziale attività di miniaturista a portarlo a elaborare un modulo decorativo di grande suggestione ma assai poco “rinascimentale”, basato sulla pennellata precisa e minuziosa, sull'affollarsi delle figure, sottilmente definite, contro ricchissimi sfondi naturali dalla prospettiva abbastanza incerta, e sull'uso abbondante, ancora tardogotico, dei particolari sfarzosi (Madonna in gloria e S. Gregorio e S. Benedetto, 1512, San Gimignano, Pinacoteca Civica), sottolineati dalle dorature a “pastiglia”. Le stesse caratteristiche sono riscontrabili nelle numerosissime pale d'altare, conservate nei maggiori musei e collezioni private italiani e stranieri. "Per approfondire vedi Gedea Arte vol.5 pp 251-252" "Per approfondire vedi Gedea Arte vol.5 pp 251-252"

C. Brandi, Il linguaggio figurativo del Pinturicchio, in “Perugia”, 1955; E. Carli, Pinturicchio, Milano, 1960; M. Calvesi, Perugino e Pinturicchio in Vaticano, Roma, 1988.

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Bernardino Betti, detto il Pinturicchio.