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Piombino

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comune in provincia di Livorno (82 km), 21 m s.m., 130,13 km², 33.925 ab. (piombinesi), patrono: sant’ Anastasia (8 maggio).

Generalità

Cittadina della Maremma, situata all'estremità meridionale dell'omonimo promontorio, di fronte all'isola d'Elba. Al largo del promontorio di Piombino (53 km) si trova l'isola di Capraia.

Storia

Di origine romana (Falesia), divenne un importante nodo strategico dopo la distruzione di Populonia a opera dei Longobardi alla fine del sec. VI. Fortificata dai pisani (sec. XII-XIII), passò agli Appiano (fine sec. XIV) e poi ai Ludovisi (1634) e ai Boncompagni (1706). Incorporata da Napoleone nell'impero francese, fu assegnata alla sorella Elisa Bonaparte Baciocchi. Dopo il Congresso di Vienna fece parte del Granducato di Toscana, di cui seguì le sorti.

Arte

Il nucleo storico conserva poche tracce del passato: il Palazzo Comunale, del sec. XIII, ripristinato in forme quattrocentesche, e la parrocchiale di Sant'Antimo, eretta nel tardo sec. XIV e restaurata nel XX, con all'interno due sepolcri della famiglia Appiano (sec. XIV-XV) e un fonte battesimale in marmo di Andrea Guardi (sec. XV).

Economia

L'economia è imperniata sull'industria: i complessi siderurgico (acciaio, ghisa, tubi per l'edilizia), metalmeccanico e del settore energetico sono di rilevanza nazionale. Vi operano inoltre industrie alimentari, delle confezioni e del legno. Sviluppate sono le attività portuali, rivolte al traffico di merci e al trasporto passeggeri (collegamenti con l'isola d'Elba, Sardegna e Corsica). L'agricoltura produce cereali, foraggi, olive, prodotti ortofrutticoli; rilevante anche l'allevamento bovino, ovino e avicolo.

Dintorni

In posizione dominante il golfo di Baratti è la frazione di Populonia, con i resti dell'omonima città etrusca e poi romana, fiorente già dal sec. VII a. C.

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