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Pisanèllo, Antònio Pisano, detto il-

pittore e medaglista italiano (Pisa, notizie dal 1395 al 1455). Vissuto fin da bambino a Verona, uno dei centri maggiori della pittura gotica europea, si formò a contatto con Stefano da Verona e conobbe a fondo la miniatura lombarda e l'opera di animalista di Giovannino De Grassi; inoltre fu continuatore di Gentile da Fabriano per i perduti affreschi in Palazzo Ducale a Venezia (1415-22) e suo collaboratore (lo raggiungerà più tardi anche a Roma). Dal 1420 cominciano per Pisanello i lunghi soggiorni nelle maggiori corti principesche italiane: Mantova, Ferrara, Rimini, Pavia, Roma, Napoli, centri vitalissimi della nuova cultura umanistica, che l'artista interpretò nella sua accezione più aristocratica secondo gli elegantissimi moduli del gotico internazionale vivificati da un acuto senso del dato naturale. Della sua attività di decoratore si ricordano gli affreschi veronesi con l'Annunciazione (restaurati) per la tomba Brenzoni in S. Fermo (ca. 1426) e di S. Giorgio e la Principessa (ca. 1434-38; ma secondo alcuni 1450) per la cappella Pellegrini in S. Anastasia, che, all'interno dell'atmosfera fiabesca che informa la composizione, rivelano elementi prerinascimentali, derivati da artisti toscani attivi a Verona. La stessa aura fiabesca e mondanamente “cortese” anima la Visione di S. Eustachio (Londra, National Gallery) e i ritratti, definiti dal puro profilo emergente dalle vesti sontuose e staccato sul fondo scuro illuminato da fiori e farfalle (Ritratto di principessa, ca. 1435, Parigi, Louvre; Lionello d'Este, 1441, Bergamo, Accademia Carrara). Bisogna inoltre ricordare il vasto corpus di disegni che Pisanello ci ha lasciato, caratterizzati da una linea elegantissima e sempre attenta alla notazione naturalistica, e che comprendono studi di ritratti e di costumi, ma soprattutto di piante e di animali. Un cenno a parte merita la sua arte di medaglista, così alta da farlo unanimemente considerare come il creatore della medaglia rinascimentale. La sua prima medaglia è quella modellata a Ferrara nel 1438 per l'imperatore d'Oriente Giovanni VIII Paleologo. Seguono tra il 1439 e il 1444 le medaglie per Gian Francesco Gonzaga, Filippo Maria Visconti, il Piccinino, Francesco Sforza e le medaglie per Lionello d'Este, sulla cui attribuzione al Pisanello vi sono però dei dubbi. Sicuramente dell'artista è la medaglia per il matrimonio di Lionello con Maria d'Aragona nel 1444, considerata uno dei capolavori del Pisanello. Nel 1445 ca. modellò a Rimini le medaglie per Sigismondo Pandolfo Malatesta e per Novello Malatesta. Del 1447 è la medaglia per Cecilia Gonzaga, da ritenere il capolavoro del Pisanello per la morbidezza del modellato, l'ispirazione poetica, la finezza dell'esecuzione del ritratto. Al periodo napoletano (dal 1448) appartengono le tre medaglie per Alfonso d'Aragona e quella per don Iñigo d'Ávalos. Abilissimo ritrattista, il Pisanello fu anche sommo nella composizione dei rovesci per gli arditi scorci e il vigore delle figure, l'introduzione dell'elemento paesaggistico, la leggenda usata in funzione dell'equilibrio compositivo, che danno in pieno la misura della forza innovatrice del Pisanello anche rispetto all'arte monetaria contemporanea.

Bibliografia

M. Fossi Todorow, I disegni del Pisanello e della sua cerchia, Firenze, 1966; A. Schmitt, Disegni del Pisanello e del suo tempo, Catalogo della mostra, Venezia, 1966; G. Paccagnini, Pisanello e il ciclo cavalleresco di Mantova, Milano, 1972; idem, Pisanello alla Corte dei Gonzaga, Milano, 1972; idem, Pisanello e il ciclo cavalleresco di Mantova, Milano, 1981.