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Pizarro, Francisco

conquistatore spagnolo (Trujillo, Cáceres, ca. 1475-Lima 1541). Figlio illegittimo del capitano Gonzalo, seguì giovanissimo il padre nelle guerre d'Italia (1498-1501); poi, come tanti altri avventurieri, partì per l'America a “far fortuna”. Accompagnando Vasco Núñez de Balboa nella spedizione che scoprì il Pacifico (1513), seppe che esisteva un impero ricchissimo, il Perú, e decise assieme a Hernando de Luque (che forniva un piccolo capitale) e Diego de Almagro, altro spericolato avventuriero, di conquistarlo. Dopo due viaggi di esplorazione (1524-26; 1526-28) e un soggiorno in Spagna per i necessari “permessi” burocratici, partì nel 1531 per la folle impresa, con 3 navi, 185 soldati e 37 cavalli, a cui si aggiunsero più tardi (1532) 153 uomini e 50 cavalli di Almagro. Rivelando un talento tattico e strategico di prim'ordine, ma anche audacia e spietatezza senza pari, non solo Pizarro distrusse l'impero incaico, fondò nuove città come Lima (1535) e Trujillo, scalò più volte le Ande, si arricchì favolosamente e governò il nuovo Perú come un monarca, ma seppe vincere temibili rivali spagnoli (come l'ex socio Almagro, che finì giustiziato), prima di finire egli stesso assassinato, nel suo palazzo di Lima, da un gruppo di congiurati almagristi. Nel corso dei dieci anni della sua eccezionale avventura, Pizarro commise atti di ignobile crudeltà e cupidigia (il peggiore, forse, fu la cattura a tradimento e l'esecuzione dell'inca Atahualpa, dopo avergli estorto un favoloso riscatto in oro e argento), per cui diventano comprensibili gli odi e le invidie che suscitò presso i suoi stessi compagni, molti dei quali finirono tragicamente come lui. Ma, a parte il giudizio morale, non si può negargli un autentico “genio” di condottiero rinascimentale.

M. Ballesteros, Descubrimiento y conquista del Perú, Barcellona, 1963; J. A. del Busto, Francisco Pizarro el marqués conquistador, Madrid, 1966; C. Perugini, La conquista del Perú, Salerno, 1991.

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Francisco Pizarro