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Plàuzi

(latino Plautíi), nome di un'antica gente plebea trasmigrata in Roma dal Lazio: raggiunse grande importanza politica già nel sec. IV a. C. con sette consoli nel periodo 358-318. Dopo due secoli di declino, recuperò nuovo peso politico nel sec. II a. C., differenziata in più rami, Silvani, Deciani, Ipsei, Pulchri, ecc. Un Marco Plauzio Silvano fu tribuno della plebe nell'89 a. C. e legò il suo nome alla legge Plauzia-Papiria. Un altro Marco Plauzio Silvano fu console con Augusto nel 2 a. C., combatté in Asia Minore contro gli Isauri e in Pannonia: sua figlia Urgulanilla andò sposa all'imperatore Claudio. Un Aulo Plauzio, console nel 29 d. C., legato della Pannonia, fu nel 43 nominato da Claudio capo di una spedizione in Britannia. Nel 57, secondo un'antica consuetudine di giustizia di famiglia, prosciolse la moglie Pomponia Grecina accusata di externa superstitio, cioè di pratiche magiche estranee ai rituali romani. Di un Plauzio Silvano Eliano, console nel 74 d. C., è nota la carriera da un'iscrizione del mausoleo della famiglia a Tivoli: combatté anch'egli nella Britannia, fu governatore della Mesia, di cui consolidò i confini, respinse assalti di tribù sarmatiche trasferendone un gran numero (100.000) a S del Danubio: finì la sua carriera sotto Vespasiano come praefectus urbi a Roma.