Polipodiàcee

sf. pl. [sec. XIX; dal greco polypódion, propr., (pianta) dai molti piedi]. Famiglia (Polypodiaceae) di Felci dell'ordine Polipodiali con ca. 7500 specie terrestri, occasionalmente acquatiche, a diffusione cosmopolita. Sono quasi tutte specie erbacee, raramente arborescenti. I fusti sono sotterranei o poco evidenti alla superficie del suolo, talvolta orizzontali e striscianti, riproducentisi vegetativamente. Le foglie sono da pennato-lobate a pennato-composte, più raramente semplici o nastriformi. La distinzione tra trofofilli e sporofilli è eccezionale essendo predominante la presenza di soli trofosporofilli, ossia di fronde svolgenti nello stesso tempo la funzione fotosintetica e quella di portare i sori sporangiferi rotondi o allungati. Questi sono generalmente numerosi, nudi o con indusio inserito sopra, al fianco o sotto al soro, a sporangi stipitati, con deiscenza trasversale. Isosporee, con superficie delle spore liscia o variamente percorsa da spine e creste. Fra i generi più importanti si ricordano Polypodium, Adiantum, AspleniumCeterach, Cystopteris, Woodsia, Pteridium.

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