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Pomerìggio di un fàuno

(Après-midi d'un faune). Lirica di Stéphane Mallarmé, pubblicata a sé nel 1876: venne poi valutata la più originale delle sue poesie. È un poemetto in 110 versi (in parte variazioni dell'alessandrino, verso per eccellenza dei Francesi). In un paesaggio pagano e antico (che si pensa essere la Sicilia di Teocrito) il fauno, con un lungo monologo, parla delle ninfe che egli insegue nel bosco e della natura che sente profondamente vivere attorno a sé. L'immagine delle ninfe e della realtà tutta è resa con mezzi analogici, sottili, segreti; le immagini, che brillano ognuna di una propria realtà, sono un elemento fondamentale del simbolismo del Mallarmé. Il poemetto venne musicato da Claude Debussy (Prélude à l'Après-midi d'un faune, 1892-94). Su musica di Debussy nel 1912 Nijinskij curò, per i Ballets Russes, la coreografia di un balletto ispirato alla lirica di Mallarmé. La prima rappresentazione del balletto si ebbe a Parigi al Théâtre de Châtelet il 29 maggio 1912 con scene e costumi di Bakst.

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