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Pordenóne, Giovanni Antònio de' Sàcchis, detto il-

pittore italiano (Pordenone ca. 1483-Ferrara 1539). Dopo i primi affreschi friulani, derivati dai modelli di Gian Francesco da Tolmezzo e di B. Montagna, intorno al 1507 il Pordenone rinnovò totalmente il suo stile a contatto con Giorgione (Madonna della Misericordia, 1515, Pordenone, duomo), con Palma il Vecchio e Lotto (Trasfigurazione, Milano, Brera). Fondamentale per il Pordenone fu il soggiorno romano del 1516, dopo il quale, primo artista veneto, iniziò un processo di complessa sintesi stilistica fra la tradizione veneta e il classicismo di Raffaello e Michelangelo. Dagli affreschi della Cappella Sistina trasse spunto soprattutto per i cicli del duomo di Cremona (1521) e della Madonna di Campagna a Piacenza (1531-36), composizioni basate sugli scorci audaci, sul dinamico plasticismo delle figure e sul colore irreale che traducono un'ispirazione di esasperata drammaticità. A Venezia, nonostante i precedenti soggiorni, fu in parte compreso solo dal 1536, con l'esecuzione, fra l'altro, del S. Lorenzo Giustiniani (Gallerie dell'Accademia): il suo stile aspro e vigoroso, infatti, non fu subito apprezzato anche a causa dell'imperante presenza di Tiziano, ma fu fecondo di influssi per Tintoretto.

Bibliografia

G. Fiocco, Giovanni Antonio Pordenone, Udine, 1939; R. Pallucchini, La pittura veneziana del Cinquecento, Novara, 1944; C. Furlan, Il Pordenone, Brescia, 1983.

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