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Portoferràio

comune in provincia di Livorno (102 km), 4 m s.m., 47,76 km², 11.508 ab. (portoferraiesi), patrono: san Cristino (29 aprile).

Capoluogo dell'isola d'Elba, situato sulla punta di un promontorio che limita a N il golfo omonimo; insieme all'isola di Montecristo, che fa parte del territorio comunale, è compreso nel territorio del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Insediamento ligure ed etrusco, fu noto in epoca romana con il nome di Fabricia e dopo la distruzione a opera dei saraceni (715) come Ferraia, per le vicine miniere di ferro. Nel corso del sec. XI appartenne a Pisa, poi al Principato di Piombino (1399) e dal 1548 ai Medici, che lo fortificarono contro le incursioni barbaresche e ne favorirono lo sviluppo demografico ed economico con particolari franchigie. Dopo un breve periodo di dominio inglese (1796-1799), passò alla Francia. Nel 1814 vi fu esiliato Napoleone; l'anno dopo fu unito al Granducato di Toscana, fino all'annessione al Regno d'Italia.§ Il nucleo antico dell'abitato conserva le fortificazioni cinquecentesche volute da Cosimo I de' Medici: forte del Falcone a NW e forte della Stella a NE. Al soggiorno napoleonico risalgono la palazzina dei Mulini, con arredo d'epoca, e la modesta villa di San Martino, residenza estiva dell'imperatore, alla quale il principe Demidoff fece aggiungere nell'Ottocento una galleria monumentale. La Pinacoteca Foresiana, presso villa Demidoff, raccoglie numerose pitture dal sec. XVI al XIX.§ È il centro portuale più importante dell'isola d'Elba: intenso è il movimento mercantile e turistico con Livorno, Piombino e l'Arcipelago Toscano. L'economia locale si basa sull'attività turistica e portuale e sull'industria (meccanica, dei materiali da costruzione e alimentare). Di riguardo la viticoltura e la pesca. § In località San Giovanni sorgono le terme, che utilizzano fanghi marini ricchi di zolfo e iodio piuttosto rari in Italia.

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