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Portoghési, Pàolo

architetto e storico dell'architettura italiano (Roma 1931). Professore di architettura all'Università di Roma (1961-66) e poi di nuovo dal 1982, preside della facoltà di architettura del Politecnico di Milano (1968-76), nel 1983 è stato nominato presidente della Biennale di Venezia. La sua attività si svolge parallelamente nel campo della ricerca storica e della progettazione architettonica, promuovendo una reintegrazione dei modelli storici nella tradizione dell'architettura moderna. Esponente del neoliberty negli anni Sessanta, ha lanciato in Italia la maniera postmoderna con la “Strada Novissima” (Biennale di Venezia, 1980). Tra le più note realizzazioni ricordiamo: la sede ENPAS a Lucca (1958-61), la colonia marittima ENPAS a Cesenatico (1961-65), le case IACP di Anguillara (1979-85), di Sesto San Giovanni (Milano, 1981-87) e di Sanza (Salerno, 1981 e seg.), le case per i lavoratori ENEL a Tarquinia (1981-87), i Centri culturali e le Biblioteche di Avezzano (L'Aquila, 1970-82) e Sulmona (1970-83), la Moschea e il Centro culturale islamico a Roma (1975-92), la chiesa di Santa Maria della Pace, Terni (1997), il progetto vincitore del concorso internazionale per la Grande Mosquée di Strasburgo (2000), il Quartiere Rinascimento nel Parco Talenti, Roma (2001), il progetto per la torre di Shangai (2006). Direttore della rivista Controspazio dal 1969 al 1983, ha fondato in questo stesso anno la rivista Eupalino assumendone la direzione. Il suo nome è inoltre legato a importanti pubblicazioni: Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica (1968-69), Dopo l'architettura moderna (1980), Postmodern (1982), L'angelo della storia (1982), I nuovi architetti italiani (1985).

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