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Posada

comune in provincia di Nuoro (57 km), 22 m s.m., 33,52 km², 2394 ab. (posadini), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio).

Centro della Gallura, situato nella pianura alluvionale costiera alla foce del fiume di Posada.Il primitivo nucleo sorse in una zona popolata da epoche remote, (come dimostrano le numerose domus de janas), forse sulle rovine della romana Feronia. Le prime notizie storiche del Medioevo collocano il paese nella curatoria di Montalbo, di cui fu anche capoluogo, nell'ambito del Giudicato di Gallura. Alla fine del sec. XII i giudici di Gallura costruirono su un rilievo l'imponente castello di Fava che, durante il sec. XIV, fu una roccaforte della resistenza pisana e quindi arborense contro gli Aragonesi. Dopo la vittoria di questi ultimi (1409) Posada divenne baronia con vasta giurisdizione feudale e fu concessa al viceré Nicolò Carroz. Le frequenti incursioni barbaresche del sec. XVI portarono alla sua decadenza; nel 1642 fu incorporato nella Contea di Montalbo che ebbe successivamente diversi feudatari.§ Il centro storico, arroccato su un roccione con stretti vicoli e ripide scalinate, è dominato dai ruderi del castello di Fava con tratti di mura, una torre quadrata e rovine del mastio. Nel territorio, oltre a numerose domus de janas, sorgono i nuraghi di Monte Idda, Pizzinnu e San Pietro.§ L'economia è orientata principalmente al turismo estivo, favorito da spiagge bianche con fondali incontaminati delimitate da una pineta e da uno stagno ricco di fauna protetta, da una buona ricettività, strutture sportive e ricreative, servizi e attività commerciali. Sono presenti inoltre l'agricoltura (ortaggi, cereali, agrumi), l'allevamento di ovini e caprini e alcune attività industriali (edilizia e produzione di materiali da costruzione).

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