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Potènza (provincia)

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provincia della Basilicata, 6549 km², 387.195 ab. (stima 2007), 60 ab./km², capoluogo: Potenza. Comuni: 100. Sigla: PZ.

Generalità

È la più vasta e popolosa tra le due province lucane e occupa la parte occidentale della regione, dal corso del fiume Ofanto al massiccio del Pollino. Si affaccia a SW nel mar Tirreno (golfo di Policastro) e confina con le province di Salerno, Avellino, Foggia, Bari, Matera e Cosenza.

Territorio

I rilievi dell'Appennino Lucano a W e delle dorsali subappenniniche a E, digradanti verso il mar Ionio, conferiscono al territorio un carattere prevalentemente montuoso. L'Appennino Lucano è, inoltre, caratterizzato da un accentuato frazionamento in nodi orografici abbastanza ben delineati, costituiti perlopiù da formazioni calcaree risalenti al periodo Triassico, tra le quali si aprono ampie conche di natura tettonica, come quelle dei fiumi Noce e Mercure, e quella di Baragiano, un tempo bacini lacustri pleistocenici. Nel settore settentrionale si innalza il gruppo montuoso del Vulture, di origine vulcanica, mentre la regione collinare subappenninica, formata da marne, argille e conglomerati, è altamente erodibile e perciò spesso desolata e spoglia. Vari corsi d'acque del territorio tributano al mare Adriatico tramite l'Ofanto, che segna parte del confine con la Puglia e la Campania e al quale scendono anche la fiumara di Atella e il torrente Olivento; al mar Tirreno giunge direttamente il fiume Noce e indirettamente il Platano, tributario del Sele; nel mar Ionio si gettano i corsi subparalleli del Bradano, del Basento, dell'Agri e del Sinni. Le portate di questi corsi d'acqua sono assai irregolari e il loro regime è marcatamente torrentizio, con notevoli piene invernali che provocano frequenti straripamenti, e magre prolungate nei mesi più caldi. Oltre al pericolo alluvionale, buona parte del territorio della provincia è soggetta a un alto rischio sismico ed è stata gravemente danneggiata dal terremoto del 1980. Sulle pendici collinari si verificano fenomeni di erosione piuttosto accelerata, con conseguenti frane. Alla tutela del locale patrimonio naturalistico-ambientale sono deputati oltre al Parco Nazionale del Pollino, una cui parte ricade nel territorio provinciale, varie riserve naturali e aree protette, come il Parco Regionale Gallipoli Cognato-Piccole Dolomiti Lucane. Il clima è generalmente di tipo mediterraneo, ma le distanze dal mare, le differenti altitudini e la diversa esposizione al sole o ai venti dominanti determinano rilevanti differenze da luogo a luogo. Le estati sono quasi ovunque calde – più fresche sui rilievi – e ventilate; gli inverni invece miti, tranne nelle aree più elevate. Le precipitazioni, perlopiù moderate, ma in alcune zone abbondanti, sono comunque concentrate in buona parte nei mesi autunnali e invernali. L'ingente flusso migratorio verso la capitale e le province economicamente più sviluppate dell'Italia settentrionale, iniziato già alla fine dell'Ottocento, ha provocato una flessione considerevole della popolazione provinciale, che nell'ultimo decennio del sec. XX ha visto diminuire la propria consistenza, nonostante la positività del saldo del movimento naturale, a causa di un saldo migratorio che permane negativo. I movimenti interni, inoltre, si verificano ancora dalle aree esclusivamente agricole e pastorali verso i centri più popolosi. I maggiori, dopo il capoluogo, sono Melfi, Lauria, Lavello, Rionero in Vulture e Venosa. Questi, di antica origine e ubicati sui rilievi anche per sfuggire ai fondivalle malarici, non sono riusciti a creare una vera e propria struttura urbana, perché piuttosto isolati dalle principali vie di transito. La SS 407 Basentana, che unendosi alla SS 106 Jonica conduce al golfo di Taranto, rappresenta la fondamentale via di traffico per la provincia. Da Potenza hanno origine una bretella autostradale, che, nei pressi di Sicignano degli Alburni, nel Salernitano, si innesta nella A3, Napoli-Reggio di Calabria, e la SS 658 che giunge fino a Melfi. Fungono da collegamento con il versante ionico della regione le SS 598 e 653. La linea ferroviaria, piuttosto datata, segue la direttrice EW, con un ramo che si stacca da Potenza per raggiungere a N Foggia e a NE Bari.

Economia

La deruralizzazione del territorio provinciale, lo scarso patrimonio zootecnico e le difficoltà relative all'approvvigionamento idrico, fanno sì che l'agricoltura versi in condizioni di disagio, anche se continua a costituire la principale risorsa economica, con produzione di uva da vino, olive, ortaggi, grano duro e tenero, e frutta. Aziende manifatturiere, che operano in prevalenza nei settori alimentare, meccanico, tessile, dell'abbigliamento, del legno e dei materiali da costruzione, sono presenti solo nei centri maggiori. Nel 1993, l'introduzione dell'industria automobilistica (FIAT) nell'area di Melfi ha indubbiamente vivacizzato il quadro economico, creando nuovi posti di lavoro anche nell'indotto a esso correlato. Piuttosto limitato è lo sviluppo del terziario, concentrato comunque nel capoluogo, che dal 1982 ospita l'Università degli Studi della Basilicata, con una sezione distaccata anche a Matera. La carenza di vie di comunicazione e di attrezzature ricettive ostacola pesantemente lo sviluppo del turismo; solo alcuni centri, tra cui spicca Maratea, posta lungo il breve litorale tirrenico provinciale, sono frequentata meta di villeggiatura estiva con buone strutture ricettive. Per il turismo invernale, invece, si segnalano Abriola, Calvello, Lagonegro, Lauria, Viggiano e Viggianello.