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Preda, Marin

romanziere romeno (Silistea-Gumesti 1922-Bucarest 1980). Fu uno dei più validi scrittori del dopoguerra. La lunga novella dell'esordio, L'evoluzione (1952), segue il processo di collettivizzazione agricola e le reazioni da essa provocate sul piano umano. Ai drammi di coscienza creati dal nuovo ordine sociale anche nell'ambiente cittadino sono legati tutti i suoi romanzi. Il capolavoro rimane però I Moromete, romanzo ciclico in due volumi (1955-67): vigoroso affresco sociale, ma anche penetrante scoperta di una complessa psicologia contadina. All'indole polemica del Preda, che, in pieno sviluppo creativo, ha dato, sul piano della narrazione epica, i romanzi I prodighi (1962, 1969 edizione riveduta), L'intruso (1968), Il grande solitario (1972), Delirio (1975), La vita come preda (1977), si deve un libro appassionante, fatto di confessioni e problemi: L'impossibile ritorno (1971). Comparso poche settimane prima della morte, il romanzo Il più amato degli uomini (1980), in tre volumi, ha assunto il valore di testamento letterario dello scrittore e rappresenta forse il punto più alto del suo sforzo creativo, accanto all'epopea dei Moromete.

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