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Prieto, Antonio

scrittore spagnolo (Almería, Andalusia, 1930). Esordisce con il romanzo Tres pisadas de hombre (1955), e gli viene subito assegnato il premio Planeta. Seguono altri romanzi di successo, come Buenas noches Arguelles (1956) e Vuelve atrás Lázaro (1958), dove si avventura lungo una traiettoria colta, mitica. A poco a poco la scrittura si piega agli interrogativi del presente. Così Prólogo a una muerte (1968) si presenta come un monologo esasperato e desolato contro la società del tempo. Intanto la sua attività di teorico della letteratura (è docente di teoria letteraria, specialista in temi rinascimentali e barocchi) lo spinge verso forme di romanzo sempre più elaborate e stilizzate, come Secretum (1972) e Cartas sin tiempo (1975), entrambi costruiti su modelli di letteratura medievale e classica. Per tredici anni rimane in silenzio, quindi dà alle stampe El embajador (1988), storia mitico-fantastica ricamata intorno alla vita dell'uomo di corte rinascimentale Diego Hurtado de Mendoza, La desatada historia del caballero Palmaverde (1991) – in chiave umoristica –, La enfermedad del amor (1993), in cui osserva il fenomeno amoroso attraverso il prisma della cultura classica. Il romanzo La plaza de la memoria (1995) è una specie di testamento narrativo, di sintesi delle precedenti esperienze creative (il “romanzo dei romanzi” o “metaromanzo”) in cui sono evocati personaggi e luoghi appartenenti ai testi che l'hanno preceduto.

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