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Provènza

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Generalità

Regione storica "Per la cartina geografica vedi pg. 66 del 18° volume." della Franciasudorientale, amministrativamente divisa tra i dipartimenti di Bouches-du-Rhône, Var, Alpes de Haute-Provence, Alpes-Maritimes e Vaucluse. Affacciata a S al Mar Mediterraneo, è limitata dalla Linguadoca a W, dal Delfinato a N e dall'Italia a E. "Per la cartina geografica vedi il lemma del 16° volume." Estesa dal basso corso del Rodano al crinale delle Alpi, la Provenza comprende paesaggi geomorfologicamente alquanto diversi, come le Alpi e le Prealpi di Provenza, la Costa Azzurra, i massicci montuosi cristallini dei Maures e dell'Estérel, quello calcareo del mont Ventoux, la porzione orientale del delta del Rodano e un tratto della sua valle inferiore. I fiumi principali sono il Rodano e il suo affluente di sinistra Durance: il primo interessa marginalmente la regione, ma ne caratterizza, con il suo vasto delta paludoso, il settore sudoccidentale (Camargue); altri fiumi sono il Var e l'Argens, che tributano direttamente al Mediterraneo. Le principali risorse della popolazione, una parte della quale parla ancora il caratteristico dialetto provenzale, sono l'agricoltura (cereali, olivo, vite, agrumi, frutta, ortaggi), l'allevamento ovino e caprino, la pesca, lo sfruttamento del bosco e delle risorse del sottosuolo (pirite, bauxite, lignite). Interesse rilevante ha il turismo, specie sulla Costa Azzurra. L'industria (alimentare, tessile, chimica, metalmeccanica, cantieristica) è attiva nelle città di Marsiglia, Aix-en-Provence, Arles, Avignone, Nizza, Tolone e Cannes. In francese, Provence.

Storia

Abitata da Liguri, cui poi si sovrapposero popolazioni celte, nel sec. VII a. C. sbarcarono sulle sue coste forti colonie greche alle quali si deve la fondazione di Massalia (Marsiglia) e, più tardi, di Nicea (Nizza) e Antipoli (Antibes). L'esigenza di difendere la propria sicurezza e di ampliare le reti commerciali legò i coloni greci a Roma provocando l'intervento di quest'ultima che, tra il 125 e il 120 a. C., sottomise l'intera regione, fondò alcune città (fra cui Narbona) e costruì la via Domizia. Divenuta Provincia quasi per antonomasia, difesa da Cimbri e Teutoni (battaglia di Aquae Sextiae, Aix-en-Provence, 102 a. C.), con Augusto (27 a. C.) si chiamò Narbonese (da Narbona, divenuta sua capitale). Caduto l'Impero romano fu corsa da Burgundi, Visigoti, Franchi e Saraceni finché Carlo Martello (sec. VIII) non sbaragliò questi ultimi. La Provenza passò allora al regno franco e fu eretta in reame (Trattato di Verdun, 843) per il figlio di Lotario, Carlo. Potente sovrano fu, ca. quarant'anni dopo, Bosone, cui seguirono vari successori fino a Rodolfo III (1032) che la cedette all'imperatore Corrado II il Salico. Ma l'assenza degli imperatori favorì l'affermarsi di una prospera nobiltà locale e della borghesia: accanto a grandi feudi sorsero i Comuni retti da consoli (città di consolato). Nel sec. XII, per matrimonio, l'autorità regale passò a Raimondo Berengario III conte di Barcellona, i cui discendenti intrapresero (sec. XIII) un'ampia e profonda opera di riforma delle strutture dello Stato che divenne assai efficiente e solido quando il regno passò a Carlo I d'Angiò (1246-85). Tuttavia la politica “italiana” degli Angioini rese la Provenza una provincia del regno di Napoli né valse a risollevarne le sorti il trasferimento ad Avignone (1309) dei papi. Nei sec. XIV e XV, devastata dalla peste, perso il commercio col Levante, preda di bande catalane e francesi e, dopo il regno di re Renato (1434-80), dilaniata da guerre di successione, fu infine (1481) ceduta a Luigi XI re di Francia cui venne riconosciuto il titolo di conte di Provenza in cambio di una certa autonomia: le furono riconosciuti un Parlamento con poteri politici e amministrativi e fu rappresentata presso il governo centrale dai consoli e dall'arcivescovo di Aix. Sconvolta dalle lotte di religione tra cattolici e protestanti (sec. XVI), la Provenza fu coinvolta nella Fronda e il Parlamento di Aix prese viva parte nella contesa giansenistica (sec. XVIII) e alla condanna dei gesuiti.

Arte

La Provenza è ricca di tracce risalenti al periodo della dominazione romana, soprattutto ad Arles, Fréjus, Vaison-la-Romaine dove si trovano numerosi monumenti (terme, archi di trionfo, teatri), sculture, sarcofagi, mosaici, ecc. La civiltà romana permeò profondamente la cultura artistica della regione, contribuendo fortemente alla definizione dei suoi caratteri artistici anche nei secoli successivi. Scarse sono le testimonianze del periodo alto-medievale (battisteri delle cattedrali di Aix e di Fréjus, sec. V). Nel periodo romanico in Provenza si sviluppò una corrente locale di quello stile, le cui maggiori manifestazioni datano al sec. XII con le facciate delle chiese di St.-Trophime e di St.-Gilles-du-Gard ad Arles, con le abbazie di Ganagobie e di Montmajour, ecc. L'architettura degli edifici è piuttosto semplice e di modeste dimensioni (più diffuse le chiese a una sola navata, come St.-Quentin a Vaison-la-Romaine e Notre-Dame-des-Doms ad Avignone), con volumi compatti, prevalenza delle linee orizzontali e coperture a botte. Grandissima importanza riveste la decorazione scultorea, dove costante è il riferimento a modelli classici e paleocristiani nei rilievi robusti e nella severità degli schemi compositivi. I modi della scultura romanica provenzale ebbero tra l'altro grande influsso nell'Italia padana (B. Antelami). Il gotico, iniziato in Provenza con un certo ritardo rispetto alle altre regioni francesi, non presenta grande originalità e spesso si inserisce o si fonde con le tradizionali strutture romaniche. Il sec. XIV è caratterizzato dalla fioritura artistica di Avignone, residenza del pontefice e centro importantissimo del gotico trecentesco, grazie alla fervida attività di scultori e pittori attirati dalla corte papale. Le maggiori realizzazioni dei sec. XV-XVI sono la facciata a torre della cattedrale del St.-Sauveur ad Aix, di stile fiammeggiante, e una serie di fortificazioni e castelli tra cui notevole quello di Renato d'Angiò a Tarascona. Nei secoli successivi la regione fu influenzata dalla cultura della Francia centrale e settentrionale, perdendo i suoi caratteri più originali.

Per la geografia

J. Nicod, Recherches morphologiques en Basse-Provence calcaire, Parigi, 1967; G. Chabot, Géographie régionale de la France, Parigi, 1969; J. Courtin, Le néolithique de la Provence, Parigi, 1974; F. Benoit, La Provence et le Comtat Venaissin, Parigi, 1975; G. Domenech, Provence Guissonnière, Parigi, 1975.

Per la storia

V. L. Bourrilly, R. Busquet, Histoire de la Provence, Parigi, 1948; R. Rollet, La vie quotidienne en Provence au temps de Mistral, Parigi, 1972; C. Tibiletti, Pagine monastiche provenzali, Roma, 1990.

Per l'arte

F. Benoit, Villes épiscopales de Provence, Parigi, 1954; A. Villart, L'art en provence, Parigi, 1957; J. Courtin, Le néolitique de la Provence, Parigi, 1974.