Questo sito contribuisce alla audience di

Province Unite

nome sotto il quale le province di Olanda, Zelanda, Utrecht, Gheldria e Frisia, legatesi con l'Unione di Utrecht (gennaio 1579) e a cui aderirono le province dell'Overijssel e di Groninga rispettivamente nel 1580 e nel 1594, lottarono per ottenere l'indipendenza dalla Spagna. Non vi fu se non occasionalmente un organo di governo comune e comunque sempre molto debole. Questa esasperata autonomia ebbe origine religiosa (calvinismo) ed economica. Nei primi anni della lotta le province ribelli sentirono la necessità d'un capo comune, lo statolder (originariamente il rappresentante del duca di Borgogna, poi di Carlo V), e pertanto vi fu la nomina dello stesso capo in molte province (Maurizio di Nassau, dal 1584 statolder di Olanda e Zelanda, divenne nel 1590 statolder anche di Utrecht, dell'Overijssel e della Gheldria; il fratello Federico Enrico, statolder delle stesse cinque province dal 1625 al 1647, e il di lui figlio Guglielmo II, statolder delle stesse province dal 1647 al 1650) e vi fu anche un capitano generale per la condotta della guerra. Ottenuto il riconoscimento dell'indipendenza delle Province Unite nel 1648, lo statolderato due anni dopo fu abolito e rimase solo nelle due province di Groninga e di Frisia. Nelle altre cinque la ricca borghesia mercantile valorizzò le esistenti assemblee provinciali (esse pure create durante il periodo borgognone) e solo gli Stati Generali (originariamente una riunione comune di delegati delle varie assemblee provinciali) che avevano al vertice un Consiglio di Stato finirono col costituire un tenue legame fra le sette province. Acquistarono un certo potere dopo il 1650 i cosiddetti pensionari (o avvocati) degli Stati provinciali, tra i quali vi furono uomini di valore (come Giovanni de Witt) ma essi pure non ebbero mai un potere coercitivo su tutto lo Stato e finì che la potenza delle Province Unite venne compromessa dal ritardo con cui alcune di loro adempivano ai doveri della comune difesa. La reazione popolare contro questa “repubblica senza capo” portò nel 1672 alla restaurazione dello statolderato in Olanda, Zelanda e Utrecht nella persona di Guglielmo III d'Orange che fu nominato alla stessa carica, tre anni dopo, anche nella Gheldria e nell'Overijssel mentre il cugino Giovanni Guglielmo era statolder della Frisia e di Groninga. Lo statolderato fu nuovamente abolito tra il 1679 e il 1720 quasi ovunque fino a quando le nuove generazioni, comprendendo quale fonte di debolezza fosse stata l'“anarchia” con cui lo Stato era stato retto, non adottarono nel 1747 il principio dello statolder unico in tutte le sette province. Questo primo passo verso l'accentramento fu poi attuato dai Francesi con la creazione della Repubblica Batava nel 1795, cui seguirono un Regno d'Olanda nel 1806 e il Regno dei Paesi Bassi nel 1815.