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Psèllo, Michèle

uomo politico, storico e filosofo bizantino (Costantinopoli 1018-1078). Iniziò la sua spregiudicata attività politica durante il regno di Costantino IX Monomaco insieme a un gruppo di uomini di alta cultura (Licude, Xifilino, Giovanni Mauropode, suo maestro, e altri) che formavano la cerchia dei consiglieri imperiali. Dopo un breve periodo di ritiro in un monastero (1054-57), riacquistò grande influenza presso Isacco I Comneno e i suoi successori, divenendo talvolta arbitro della politica imperiale; la sua fortuna declinò sotto Michele VII Parapinace. Grande memorialista, nella sua Cronografia narrò la storia bizantina dal 976 al 1077 (dal regno di Basilio II a quello di Michele VII), illustrando, sia pure tendenziosamente, soprattutto la vita interna e le vicende della corte. L'opera rivela le capacità dello scrittore atticista, seguace dello stile di Platone ed Elio Aristide e abile nell'uso di tutti gli espedienti retorici. Nonostante le parzialità nell'uso delle fonti e le omissioni volontarie, la Cronografia si distingue per la perfezione stilistica, la vivacità narrativa, la ricchezza di ritratti di fine psicologia e di scene drammatiche sapientemente orchestrate. Come direttore dell'Università filosofica, fondata a Costantinopoli nel 1045 insieme con quella giuridica, Psello promosse una grande fioritura degli studi, ricongiungendosi alla tradizione neoplatonica, così da potersi considerare il più insigne filosofo bizantino. Oltre che tutte le scienze, coltivò la retorica, lasciando modelli di orazioni, come quelle funebri per Michele Cerulario, Costantino Licude e Giovanni Xifilino (tutti e tre patriarchi), che costituiscono utili fonti d'informazione sui commemorati. Data la sua posizione, fu oggetto di molti attacchi e pamphlets, pure illuminanti per la storia politica, religiosa e culturale del tempo. Psello esercitò una forte influenza come precursore dell'umanesimo.