Pseudomonas

genere di Batteri della famiglia Pseudomonadacee, formato da microrganismi bastoncellari Gram-negativi, abitualmente mobili, asporigeni, quasi tutti aerobi, raramente anche anaerobi facoltativi; producono un pigmento solubile nell'acqua, di colore blu, giallo, rosso, verde o bruno che possono diffondere nel terreno di coltura. Liquefanno generalmente la gelatina e fermentano difficilmente gli idrati di carbonio. L'unica specie di interesse medico è Pseudomonas aeruginosa (bacillo piocianeo), bastoncino di 0,5-0,6×1,5-3 μ, diritto, a estremità arrotondate, mobile per 1-3 ciglia polari. Aerobio, cresce bene su tutti i terreni comuni, dando origine a colonie irregolari che emanano un caratteristico odore aromatico, simile a quello dell'uva. Fermenta lentamente il glucosio, ma non il lattosio, non produce indolo, coagula il latte e riduce i nitrati a nitriti. Forma tre pigmenti e precisamente: piocianina, blu caratteristico della specie; fluorescina, di colore verde; e un pigmento denominato “eritrogeno” giallo-verdastro che diviene rosso per ossidazione. Assai diffuso in natura, nelle acque, sul suolo e sulla cute degli animali e dell'uomo, Pseudomonas aeruginosa può essere causa di infezioni croniche nell'uomo solo in particolari condizioni predisponenti, che sono l'immunodepressione conseguente a malattie croniche, neoplasie, somministrazione di farmaci immunosoppressivi e antibiotici, interventi chirurgici, prolungati ricoveri ospedalieri, ecc. Questo germe è infatti molto diffuso in tutti gli ambienti ed è commensale della cute e delle prime vie respiratorie dell'uomo. Le infezioni da Pseudomonas possono colpire le vie urinarie (cisti e cistopieliti), l'intestino (enteriti), l'orecchio (otiti) e il sistema nervoso (meningiti). La forma più grave è la sepsi da Pseudomonas che può insorgere anche nei neonati prematuri e nei lattanti affetti da gravi patologie. La terapia si vale di antibiotici, quali gli amminoglicosidi, le penicilline e le cefalosporine. Importante è la profilassi, attuabile mediante la riduzione delle fonti di contagio, soprattutto in ambito ospedaliero, dove il rischio di infezione è più elevato.