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Pseudoscorpióni

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Zoologia

sm. pl. [sec. XX; da pseudo-+scorpione]. Ordine (Pseudoscorpiones) di Aracnidi, detti anche Chernetidi, comprendente circa duemila specie di dimensioni raramente superiori a 8 mm. Assomigliano a minuscoli scorpioni, dai quali si differenziano per l'assenza di un metasoma allungato. Hanno prosoma quadrangolare fornito di due o quattro occhi, mai in posizione mediana, ma alcuni sono ciechi. L'opistosoma (addome) è più largo del prosoma, al quale è unito per mezzo di una superficie ampia, ed è posteriormente arrotondato. I cheliceri sono biarticolati e possiedono sbocchi di ghiandole della seta situate nel prosoma. I pedipalpi sono grandi, conformati come quelli degli scorpioni ma, al contrario che in questi, portano ghiandole velenose. Gli Pseudoscorpioni respirano per mezzo di trachee i cui spiracoli, appaiati, si aprono ventralmente al terzo e quarto segmento dell'opistosoma. I sessi sono scarsamente dimorfici; la fecondazione è interna ma indiretta, tramite spermatofore deposte dal maschio sul terreno e raccolte dalla femmina con l'apertura genitale. Le uova, da due ad alcune decine, vengono trasportate dalla femmina in una sacca ventrale prossima all'apertura genitale, nella quale gli embrioni ricevono dalla madre materiali nutritivi; i giovani mutano due volte prima di uscire dalla sacca e altre due volte prima di raggiungere l'età adulta, avvolgendosi, prima di ogni muta, in un bozzolo di seta. Nidi di seta possono essere tessuti anche per superare la stagione invernale. Alcune specie presentano più di una generazione per anno. Gli Pseudoscorpioni, assolutamente inoffensivi per l'uomo, si rinvengono nei boschi, nei prati, sotto le foglie e le pietre, nel nido degli uccelli, nei formicai, nelle abitazioni, dove frequentano in particolare le biblioteche. Si cibano di acari, piccoli insetti e altri minuscoli artropodi (per esempio i generi Neobisium e Chelifer).

Etologia

La trasmissione dello sperma alla femmina, negli Pseudoscorpioni, mostra vari gradi di complessità. Nel caso più semplice, e probabilmente più primitivo, il maschio sessualmente maturo, nella stagione riproduttiva, depone sul terreno una spermatofora peduncolata insieme a una goccia di un feromone che attrae la femmina: questa, incontrata la spermatofora, si posiziona su di essa in modo da introdurla nella sua apertura genitale. Un sistema meno casuale è adottato da specie in cui la spermatofora viene deposta dopo l'incontro dei partners: il maschio, in questo caso, distende sul substrato un filo di seta che facilita alla femmina il raggiungimento della spermatofora. In forme più evolute viene formata una coppia e ha luogo un corteggiamento, durante il quale il maschio, trattenendo la femmina con i cheliceri, la guida alla spermatofora e la posiziona in modo tale che questa venga a contatto con la sua apertura genitale. Infine, in alcune specie, il corteggiamento è interamente costituito di segnali visivi attraverso i quali i movimenti dei partners si sincronizzano in modo da rassomigliare a una “danza”: a un certo punto il maschio depone una spermatofora, poi retrocede, seguito dalla femmina, fino a che questa viene a trovarsi sulla spermatofora; solo allora il maschio afferra la compagna per i pedipalpi e ne spinge l'apertura genitale contro la spermatofora. Le uova sono deposte dalla femmina qualche tempo dopo in un ricovero di detriti costruito per l'occasione e foderato di seta. Non sono rari i casi di foresia, in cui lo pseudoscorpione si lascia trasportare da una mosca, rimanendole attaccato grazie all'azione dei cheliceri.