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Pskov (città)

capoluogo della provincia omonima (Russia), 52 m s.m., 197.000 ab. (stima 2006).

Antica città della Russia, di origine medievale, 260 km a SSW di San Pietroburgo, sul fiume Velikaja, a 10 km dalla foce di quest'ultimo nel lago di Pskov. Nodo stradale e ferroviario, è un centro amministrativo; i comparti industriali tradizionali (metalmeccanico e tessile) hanno risentito della crisi provocata dalla dissoluzione dell'URSS. In tedesco, Pleskau. § Sorta intorno al sec. X, divenne ben presto un importante centro commerciale grazie alla sua posizione geografica tra la Livonia e i principati di Kijev, di Novgorod e di Mosca. Appartenne ora all'uno ora all'altro, finché il principe di Moscovia, Basilio III, l'assoggettò (1510) facendone una piazzaforte di confine. A Pskov, la sera del 2 marzo (vecchio calendario) 1917, fu fermato il treno imperiale e Nicola II, dopo aver ricevuto i delegati della Duma, abdicò in favore del fratello. § Nucleo originario della città è il Cremlino, già nel sec. XIII cinto di mura che furono ampliate nei secoli successivi con lo sviluppo urbano. L'architettura di Pskov, soprattutto per quanto riguarda gli edifici religiosi, è caratterizzata da grande semplicità di forme e sobrietà di decorazione. Notevoli le chiese della Trasfigurazione del Salvatore (sec. XII) nel monastero Morožskij, con affreschi coevi; del monastero di Ivanovskij (prima del 1243); della Trinità nel Cremlino (1365-67, rimaneggiata nel sec. XVII); di S. Basilio (1413). Tra gli edifici civili va ricordato il palazzo Pogankin (sec. XVII), sede del Museo di Archeologia.