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Rèno, battàglia del-

espressione utilizzata da alcuni storici della seconda guerra mondiale per indicare l'ultima grande battaglia combattuta sul fronte occidentale (nei pressi del fiume Reno, marzo-aprile 1945), il cui esito permise alle truppe americane, inglesi e francesi di penetrare in profondità in Germania e di congiungersi (25 aprile 1945) a Torgau con le truppe sovietiche avanzanti sul fronte orientale. Le forze alleate schierate lungo il fiume erano (da N a S): il XXII gruppo d'armate (generale Montgomery), il XII gruppo d'armate (generale Bradley) e il VI gruppo d'armate (generale Devers). Contro di esse operavano i seguenti gruppi di armate tedeschi: H (generale Student), B (generale Model) e G (generale Blaskowitz). Superata vittoriosamente la linea Sigfrido, il 7 marzo 1945 alcuni reparti della I armata (generale Hodges), raggiunto il Reno, lo superarono d'impeto sul ponte ferroviario Ludendorff, rimasto fortunosamente intatto, e costituirono una testa di ponte a Remagen. Questa brillante azione non fu tuttavia risolutiva (il ponte, tra l'altro, crollò improvvisamente il 17 marzo) e soltanto il 22 marzo la situazione poté essere sbloccata. Ciò fu possibile grazie a una mossa a sorpresa della III armata (generale Patton) che, superato il Reno a Oppenheim, avanzò risolutamente verso E occupando, tre giorni dopo, Francoforte sul Meno. Il 23 marzo, nel settore N del fronte, anche la I armata canadese e la II armata britannica superavano il fiume tra Emmerich e Duisburg battendo la dura resistenza tedesca; il 26 la VII armata (generale Patch) occupava Worms e il 31 le truppe francesi di de Lattre de Tassigny puntavano su Karlsruhe. A questo punto si inserisce la battaglia della Ruhr, vale a dire l'eliminazione della sacca di resistenza delle truppe tedesche rimaste accerchiate nella zona industriale della Ruhr dalla manovra avvolgente della I e della IX armata americana. Questa operazione si protrasse dal 1º al 18 aprile. La battaglia del Reno era vinta.