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Réggio di Calàbria (provincia)

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provincia della Calabria, 3183 km², 567.374 ab. (stima 2007), 178 ab./km², capoluogo: Reggio di Calabria. Comuni: 97. Sigla: RC.

Generalità

Occupa l'intera l'estremità meridionale della penisola italiana, ed è la più densamente popolata tra le province calabre. Affacciata sullo stretto di Messina e sul mar Tirreno a W, e sul mar Ionio a SE, confina con le province di Catanzaro e Vibo Valentia. Per la sua conformazione prevalentemente montuosa e per ragioni storiche, pur rappresentando la porta d'accesso tra la Sicilia e il continente, è stata a lungo estrema periferia.

Territorio

Il territorio provinciale è occupato in prevalenza dall'altopiano dell'Aspromonte, che si innalza poderoso nei 1955 m del Montalto, digradando, alla periferia, in una fascia di morbide ondulazioni collinari. Il contrafforte principale si dirige verso NE, abbassandosi progressivamente fino agli 888 m del piano della Limina, oltre il quale si eleva l'allineamento montuoso delle Serre. Lungo il litorale corre una breve fascia pianeggiante, di origine alluvionale, che raggiunge una certa estensione, insinuandosi all'interno del territorio, con la piana di Gioia Tauro. I corsi d'acqua, tutti molto brevi, scendono dalle montagne con pendenza elevata nel primo tratto e tendono a formare, invece, nel loro ultimo tratto brevi piane originariamente paludose, ora tutte bonificate. Le loro portate sono estremamente variabili e assumono spesso il carattere di fiumara, cioè di corso d'acqua dall'ampio letto ciottoloso, praticamente secco lungo quasi tutto l'anno, ma che in brevi periodi si riempie di acque tumultuose con una grande capacità di trasporto di detriti. I fiumi più importanti sono il Mesima e il Marepotamo, che solo nell'ultimo tratto, prima di gettarsi nel Tirreno, scorrono nel territorio provinciale; il fiume Petrace, dopo aver attraversato la piana di Gioia Tauro, sfocia anch'esso nel Tirreno, mentre il fiume Torbido si getta nello Ionio. Le principali emergenze ambientali riguardano soprattutto l'elevato rischio sismico, il dissesto idrogeologico in alcune valli montane e il pericolo di esondazione di alcune fiumare nei mesi invernali. Appartiene interamente al territorio provinciale il Parco Nazionale dell'Aspromonte. Le zone costiere, la piana di Gioia Tauro e le pendici meglio esposte e meno elevate delle Serre e dell'Aspromonte godono di un clima mediterraneo, con il prevalere di estati calde e asciutte, temperate dalla brezza marina, e di inverni miti e piovosi. All'interno, nelle zone più elevate, le escursioni termiche aumentano sensibilmente, come pure la piovosità, distribuita però in maniera più uniforme nel corso dell'anno. Normalmente le precipitazioni presentano un massimo ben marcato nei mesi invernali. La popolazione provinciale è molto aumentata fino all'inizio degli anni Cinquanta del Novecento, quando forti correnti migratorie verso il Nord industrializzato le hanno dato una battuta d'arresto. A partire dagli anni Settanta il numero degli abitanti ha ripreso a crescere, ma non in maniera significativa, nonostante il saldo positivo del movimento demografico naturale, cui si affianca però un intenso flusso migratorio verso altre regioni, tanto che negli ultimi due censimenti la popolazione è diminuita. Inoltre, si riscontrano rilevanti correnti migratorie interne, dai comuni a economia in prevalenza agricolo-pastorale verso quelli della fascia costiera economicamente più sviluppati, il che accentua ulteriormente lo squilibrio esistente nella distribuzione demografica. Circa un terzo dell'intera popolazione della provincia si concentra nel capoluogo, mentre gli altri comuni più densamente abitati sono Palmi, Gioia Tauro, Locri, Siderno, Taurianova e Rosarno. La rete urbana è polarizzata su Reggio di Calabria, che grazie alla facilità di attraversamento dello stretto di Messina, destinata a crescere ulteriormente con la realizzazione del ponte, intrattiene un rapporto sinergico con la città siciliana, con la quale costituisce una sorta di conurbazione. Il sistema delle comunicazioni viarie è incentrato sull'autostrada A3 Napoli-Reggio di Calabria e sulla SS 18, che gli corre parallela; esse costituiscono i principali assi di collegamento verso il Norditalia non solo per il traffico provinciale, ma anche per quello proveniente dalla Sicilia. Le strade principali, come le linee ferroviarie, percorrono la breve fascia pianeggiante costiera, mentre le strade che attraversano l'Aspromonte non sono molto agevoli, insinuandosi con andamento spesso tortuoso nelle aree dell'interno. Il porto di Villa San Giovanni e quello di Reggio di Calabria accolgono un importante volume di passeggeri per l'attraversamento dello stretto e sono interessati, anche se in misura minore, dal traffico commerciale. Il porto di Gioia Tauro, dotato di infrastrutture all'avanguardia per il trasporto di container, rappresenta un nodo fondamentale per i traffici internazionali. L'aeroporto del capoluogo serve anche Messina.

Economia

Il settore agricolo, in particolare alla fine del Novecento, si è profondamente trasformato, passando da un'agricoltura di sussistenza alle colture specializzate, con una buona produzione di agrumi (tra cui il bergamotto), olive e uva da vino, che soprattutto lungo il versante ionico e il settore meridionale dell'Aspromonte permette una discreta produzione enologica. L'ampia copertura forestale delle aree montane è sfruttata per la produzione di legname; discreti l'allevamento e la pesca. Le attività manifatturiere, costituite da piccole imprese di natura artigianale e operanti prevalentemente nei settori alimentare, chimico, meccanico, edile e della lavorazione del legno, non rappresentano un punto di forza dell'economia provinciale; l'intero settore permane in una condizione di stasi, soprattutto dopo la crisi generale del comparto siderurgico, che ha causato il fallimento sul nascere del polo industriale di Gioia Tauro. Il terziario vede la prevalenza, in special modo nel capoluogo, delle attività legate alla pubblica amministrazione, all'università e al commercio. Il turismo è una voce in netto incremento del bilancio economico provinciale, grazie ai paesaggi naturali e ai siti archeologici (Locri Epizefiri, Caulonia ecc.), al turismo balneare (Marina di Gioia Tauro, Palmi, Bagnara Calabra e Scilla, sul Tirreno; Melito di Porto Salvo, Roccella Ionica, Marina di Gioiosa Ionica e Locri, sullo Ionio) e al turismo naturalistico, volto alla scoperta dell'entroterra con le sue tradizioni enogastronomiche.