Ròcca Sinibalda

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comune in provincia di Rieti (24 km), 552 m s.m., 49,41 km², 825 ab. (rocchigiani), patrono: sant' Agapito (1° giugno).

Centro della valle del fiume Turano. Possesso dell'abbazia di Farfa, nel 1486 il feudo fu diviso tra i Mareri e i Cesarini, che lo ebbero interamente nel 1510. Successivamente fu ceduto ai Mattei (1600), quindi ai Lante della Rovere e ai Muti (1739).⿿ L'abitato, costruito su uno sprone roccioso, è dominato dall'imponente castello, costruito nel sec. XVI sul luogo di un preesistente edificio eretto dal longobardo Sinibaldo (sec. XI). Progettato da Baldassarre Peruzzi, è costituito da un robusto maschio e da un palazzo residenziale, collegati da un complesso sistema di muraglie e torrioni; all'interno vi sono cortili, saloni con pregevoli affreschi e i giardini pensili, con vegetazione originaria del Cinquecento. Perfettamente restaurato, ospita manifestazioni e cerimonie. Si segnalano inoltre la parrocchiale di Sant'Agapito, semplice costruzione, con tele dei sec. XVII-XVIII, e la chiesa di Santa Maria della Neve, che conserva una croce in argento sbalzato.⿿ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, ortaggi, patate, olivo e vite), sull'allevamento e su aziende artigiane edili e della lavorazione del legno e della plastica. Molto attivo il turismo escursionistico alla Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia e al lago del Turano.

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