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Ròsi, Francésco

regista cinematografico italiano (Napoli 1922-Roma 2015). Ebbe, nel primo dopoguerra, un lungo e rigoroso apprendistato in teatro con E. Giannini (Il voto, 1946; Carosello napoletano, 1950, di cui sfoltì personalmente la versione per lo schermo del 1954) e in cinema soprattutto con L. Visconti (per La terra trema, Bellissima e Senso) ma anche con L. Emmer, L. Zampa (cui fornì il soggetto di Processo alla città, 1952), M. Antonioni e altri. Dopo aver assicurato a V. Gassman la direzione tecnica del suo Kean (1957), esordì con La sfida (1958), sulla camorra napoletana, dimostrando una perfetta padronanza di linguaggio e una singolare forza d'urto, sia pure mutuate da modelli hollywoodiani, che ribadì nel successivo e meno teso I magliari (1959), sull'emigrazione meridionale in Germania. Tali doti, unite a un sempre più radicale impegno meridionalistico e a una lucida passione civile, lo condussero all'alto risultato di Salvatore Giuliano (1961-62), che rinnovava la dialettica cronaca-storia del neorealismo, e alla vigorosa denuncia della speculazione edilizia a Napoli, contenuta in Le mani sulla città, con cui vinse meritatamente il Leone d'oro alla Mostra di Venezia del 1963. Meno convincente con Il momento della verità (1965) e con la sanguigna fiaba C'era una volta... (1967), tornò sul suo terreno polemico congeniale in Uomini contro (1970), Il caso Mattei (1972), che sollevava interrogativi inquietanti sull'oscura fine dell'industriale, Lucky Luciano (1973) e Cadaveri eccellenti (1976), tratto dal romanzo Il contesto di L. Sciascia. Di origine letteraria sono anche i film successivi: Cristo si è fermato a Eboli (1979) dall'omonimo romanzo di C. Levi, Tre fratelli (1981), liberamente ispirato al racconto Il terzo figlio di Andrej Platonov, il film-opera Carmen (1984), Cronaca di una morte annunciata (1987) tratto da un lavoro del sudamericano G. García. Márquez, La tregua (1997), dal romanzo di P. Levi. Nel 2003 tornò al teatro con la regia di Napoli milionaria di E. De Filippo. Nel 2008 ricevette l'Orso d'oro alla carriera al Festival di Berlino, mentre nel 2012 il Leone d'Oro, sempre come riconoscimento del suo lavoro.