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Rónda, La-

rivista letteraria fondata a Roma nel 1919 e pubblicata fino al 1923. I sette redattori (R. Bacchelli, A. Baldini, B. Barilli, V. Cardarelli, E. Cecchi, L. Montano, A. E. Saffi) volevano reagire al neoromanticismo “vociano” e ai torbidi fermenti del dannunzianesimo e del futurismo e concentrare la loro attenzione solo sull'esperienza letteraria, auspicando il ritorno alla nostra migliore tradizione classica (Manzoni e Leopardi) e, nel contempo, l'apertura verso la più robusta e stimolante cultura moderna europea, soprattutto anglosassone. Raccogliendo l'eredità della Voce derobertisiana e rifacendosi all'alto magistero stilistico del Leopardi delle Operette morali, La Ronda si fece promotrice della cosiddetta “prosa d'arte”: il saggio, l'elzeviro, il capitolo, a mezzo tra la prosa liricizzata e la notazione critica, sono tra le forme più tipiche del “neoclassicismo” rondista. In questa restaurazione limitata ai valori tecnici e stilistici, in questa pretesa d'autosufficienza di una letteratura chiusa nella sua torre d'avorio e inaccessibile alle sollecitazioni della storia, è il limite ideologico della Ronda. D'altra parte, il “disimpegno” dei rondisti era solo apparente, condividendo essi le posizioni del liberalismo giolittiano, ormai incapace di comprendere le novità strutturali della società italiana dopo la prima guerra mondiale. Un'antologia della rivista è stata pubblicata nel 1969 a cura di G. Cassieri.