Rùssolo, Luigi

pittore, incisore e musicista italiano (Portogruaro 1885-Cerro di Laveno, Varese, 1947). A Milano dal 1901, si volse inizialmente alla musica, ma poi fu attratto dalla pittura che studiò in modo irregolare, pervenendo tuttavia a sicure esperienze nell'adozione della tecnica divisionista, secondo gli esempi di Previati e di Romani (oltre a un sensibile interesse per il divisionismo di Boccioni prefuturista), che utilizzò (1909-12) per costruire visioni fantastiche della realtà (I lampi, 1909-10, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). L'incontro con Boccioni, Carrà e Marinetti nel 1909 determinò l'adesione di Russolo al nascente futurismo, di cui firmò il primo “manifesto” (1910), partecipando poi alle prime rassegne del movimento (Compenetrazione di case+luce+cielo, 1912-13, Basilea, Kunstmuseum). Il suo contributo più originale al futurismo fu la ricerca di una musica “futurista” basata sull'organizzazione di rumori, che l'artista teorizzò con scritti e conferenze (Gli intonarumori futuristi, 1913; L'arte dei rumori, 1916) e quindi realizzò in una serie di composizioni (Convegno dell'automobili e dell'aeroplani, Il risveglio della città, ecc.) per le quali furono utilizzati vari strumenti “intonarumori” appositamente inventati dall'artista. Nella sua ricerca pittorica ebbe sempre larga influenza la componente musicale, anche quando, verso il 1940-41 (dopo aver compiuto ricerche, a Parigi, nel campo dell'occultismo, pubblicando nel 1938 il suo saggio Al di là della materia), dimenticando del tutto l'esperienza futurista, si volse verso una pittura realista, impregnata di accenti simbolisti.

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