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Raabe, Wilhelm

scrittore tedesco (Eschershausen, Braunschweig, 1831-Braunschweig 1910). Dopo studi irregolari divenne libraio e collaboratore di riviste; dal 1856 al 1862 visse, per lo più isolato dalla cultura ufficiale, a Wolfenbüttel, dal 1862 al 1870 a Stoccarda e dal 1870 a Braunschweig. È uno dei maggiori narratori dell'Ottocento tedesco. Dopo la Chronik der Sperlingsgasse (1857; Cronaca del vicolo dei Passeri), ambientato in un angolo popolare di Berlino, e una serie di racconti e romanzi storici di scarso rilievo, con il capolavoro Der Hungerpastor (1864; Il pastore della fame) Raabe contrappone, alla Jean Paul, due amici, l'introverso Unwirrsch, studente di teologia e affamato della verità, che inaugura la serie raabiana dei “bizzarri solitari”, e l'ambizioso realista, l'ebreo Moses, che diede esca a un'interpretazione antisemita del romanzo. La lotta delle anime pure e infantili contro la civiltà e l'industrialismo continua anche in Abu Telfan (1867), in Der Schüdderump (1870; Il carro degli appestati), in Horacker (1876), storia di un giovane e della sua fidanzata ingiustamente accusati e poi riabilitati, e nel capolavoro Stopfkuchen (1891; Mangiadolci): il protagonista, un grassone felicemente sposato con una contadinella salvata dall'infamia, trascorre la giornata in poltrona divorando dolci e studiando paleontologia, avverso alla laboriosità filistea del tempo e incorruttibile dalla realtà storica bismarckiana che non permette all'onesto di realizzarsi. Anche in Die Akten des Vogelsangs (1895; Gli atti del Vogelsang) un uomo puro, ma inerte e sognatore, un uomo attivo e pronto al compromesso e la donna che entrambi hanno amato sono sottoposti a un duro processo morale di tipo ibseniano. Riallacciandosi per alcuni tratti al Jean Paul idillico, Raabe può accostarsi a Dickens per l'acuto pessimismo (in lui indotto anche dalla filosofia di Schopenhauer) e per il talento di far muovere folle di personaggi di vario ceto e in buona parte eccentrici, nonché per il rifiuto dell'alienazione sociale, come pure di una analisi politico-economica della medesima. La ricchezza epica e la facilità accattivante dello stile cronachistico di Raabe spiegano il grande successo di pubblico durante l'Ottocento, mentre la sua apolitica “intimità” tedesca, penetrata e spiegata soprattutto da Lukács, ne fece uno degli autori più letti anche sotto il nazismo.

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