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Racalmuto

comune in provincia di Agrigento (27 km), 445 m s.m., 68,31 km², 10.054 ab. (racalmutesi), patrono: santa Rosalia (4 settembre).

Cittadina situata tra le valli dei fiumi Platani e Imera Meridionale. È l'antico casale arabo di Rahal-mut, che si sviluppò in epoca medievale intorno al castello edificato dai Chiaramonte (sec. XIV). Ebbe in seguito come feudatari i Del Carretto, a cui restò fino al sec. XVIII. Nell'Ottocento acquistò importanza grazie all'attività di estrazione dello zolfo, che cessò nel secondo dopoguerra. § In posizione dominante sull'abitato sorge il castello dei Chiaramonte, caratterizzato da due massicci torrioni cilindrici. La chiesa madre dell'Annunziata, secentesca, è decorata con preziosi stucchi e conserva cinque dipinti del pittore locale Pietro d'Asaro, detto “il Monocolo”. Pure del Seicento è la chiesa di San Giuseppe, mentre nell'ex monastero di Santa Chiara, ristrutturato nel tardo Ottocento, è conservato un sarcofago romano su cui è raffigurato il Ratto di Proserpina.§ L'agricoltura offre uva da tavola (della varietà Italia) e da vino, cereali, olive e mandorle, fornendo materia prima all'industria alimentare, vinicola e olearia. Altre aziende operano nei settori degli strumenti musicali (fabbricazione artigianale di ance per strumenti a fiato o ad aria), tessile, dell'abbigliamento e della lavorazione del marmo. Viene coltivato e lavorato il salgemma.§ Vi nacque lo scrittore Leonardo Sciascia (1921-1989), cui è dedicato un parco letterario. Di notevole richiamo è la Festa della Madonna del Monte, celebrata fra l'11 e il 14 luglio.

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