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Racofòridi

sm. pl. [dal greco rhákos, cencio, brandello+-foro]. Famiglia (Rhacophoridae) di Anfibi Anuri, che comprende 10 generi distribuiti nell'Asia sudorientale, in Africa e nel Madagascar, in gran parte adattati a una vita arborea, coadiuvata dalla presenza di ampi dischi adesivi sulle dita. Hanno una lunghezza che varia da 1,5 a 12 cm. Depongono le loro uova in masse schiumose, su foglie o altre strutture sovrastanti una raccolta d'acqua; la schiuma deriva da un liquido emesso dalla femmina, la quale provvede a “montarlo” agitando le zampe. Quando la schiusa delle uova si approssima, la schiuma tende a ritornare liquida e i girini, una volta fuorusciti, finiscono con il cadere nell'acqua sottostante. Esistono specie in cui lo sviluppo è diretto e dalle uova fuoriescono piccoli già metamorfosati. Tra le specie principali vi è il racoforo maculato (Rhacophorus leucomystax) della Cina, che ha costumi notturni e vive di preferenza nelle macchie di bambù; il suo colore varia secondo gli individui e l'ambiente, solo la gola e le parti inferiori sono sempre di un giallo chiaro. Altra specie da menzionare è la cosiddetta "rana volante di Giava" (Rhacophorus reinwardti), lunga 5-8 cm, di abitudini notturne, dall'intensa colorazione verde con screziature nere sulle zampe. Il suo nome comune deriva dall'estrema abilità con cui compie enormi salti da un albero all'altro o verso il suolo; in effetti più che volare quest'animale plana grazie alle ampie membrane situate tra le dita delle zampe che, aperte nel momento del salto, comportano un “effetto paracadute”. Gli arti sono lunghi ed esili ma forti, il che conferisce al Rhacophorus reinwardti anche ottime doti di arrampicatore. Molto simile per aspetto e abitudini è anche un'altra specie: Rhacophorus nigropalmatus.

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