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Radicòfani

comune in provincia di Siena (73 km), 814 m s.m., 118,46 km², 1219 ab. (radicofanesi), patrono: sant’ Agata (5 febbraio).

Centro del monte Amiata, tra le valli del fiume Orcia e del torrente Paglia.Già ricordato nel Mille, appartenne dal sec. XI all'abbazia amiatina di San Salvatore. Rifugio del condottiero ghibellino Ghino di Tacco, fu dal sec. XIV libero comune nell'ambito dei possedimenti della Chiesa. Conquistato da Angelo Tartaglia nel sec. XV, fu venduto a Siena cui rimase, fra gli ultimi suoi capisaldi, fino alla definitiva sconfitta ad opera dei fiorentini nel 1559.§ Il paese, d'aspetto medievale, è dominato dai resti della rocca duecentesca (distrutta nel Settecento). Medievali sono il Palazzo Pretorio, la chiesa di San Pietro (sec. XIII) e la chiesa di Sant'Agata, di impronta gotica ma rimaneggiata nel Settecento. Di gusto manieristico è la villa medicea detta “palazzo La Posta”.§ Centro agricolo, produce cereali, uva da vino e olive; è praticata la silvicoltura. L'industria è attiva nei comparti alimentare (olio, vino, caseifici) e del legno (mobili, infissi). Rilevante il turismo estivo.

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