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Rainer, Arnulf

pittore austriaco (Baden, Vienna, 1929). Formatosi presso la Scuola Superiore di Arti Applicate di Vienna, iniziò a dipingere alla fine degli anni Quaranta. La sua opera giovanile subì l'influenza del surrealismo; in seguito, sotto l'impressione delle opere dell'espressionismo astratto americano e dell'informale francese, Rainer si volse a un modo compositivo che scioglie superfici e forme. È del 1951-52 una serie di quadri che rientrano nelle tematiche dell'atomizzazione e della composizione verticale, alla cui base stanno modi espressivi informali e una pennellata gestuale. Dopo la serie delle Reduktionen, Rainer ha realizzato il suo ciclo di opere più vasto: si tratta di una serie di Übermalungen (pitture sovrapposte), e Überzeichnungen (disegni sovrapposti) Zumalungen (parziali pitture sovrapposte), monocromi e per lo più neri. Dalla fine degli anni Sessanta Rainer, interessato all'immagine dell'uomo, ha lavorato sul linguaggio corporeo intervenendo sulla fotografia con la pittura (Streckschlafflöte, Urla e vomita, Panorama Berühmter Menschen, Komposst) e occupandosi in particolare, dal 1979, del volto umano reso anonimo dalla morte (Cadaveri I-VII, 1979). L'artista, che nel 1966 ha vinto il premio dello Stato austriaco per la grafica, ha partecipato più volte a manifestazioni artistiche internazionali (Documenta di Kassel, Biennale di Venezia e di San Paolo).

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