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Ranzóni, Danièle

pittore italiano (Intra 1843-1889). Studiò all'Accademia di Brera di Milano e all'Albertina di Torino, che lasciò per avvicinarsi al movimento della Scapigliatura lombarda. Nel 1877-78 compì un viaggio a Londra, dove tuttavia non ottenne il successo desiderato. Profondamente amareggiato per il rifiuto della Royal Academy di esporre i ritratti da lui presentati e scosso anche per la morte dell'amico Tranquillo Cremona, trascorse gli ultimi anni della sua vita ammalato, in continui travagli psicologici che gli impedirono di continuare a dipingere. La sua pittura, basata su vibranti atmosfere, su luci rarefatte e diffuse, su un tratto filamentoso e sfrangiato, si mantenne esente dal sentimentalismo lezioso e dal virtuosismo in cui cadde invece il Cremona. Nei dipinti di Ranzoni, infatti, l'immagine, per quanto disgregata e fusa con l'atmosfera dell'ambiente, appare sempre sostenuta da un disegno espressivo e profondo. Di particolare rilievo sono i ritratti femminili nei quali, pur riecheggiando modi della pittura veneta del Settecento, l'artista seppe assorbire spunti e modelli in una sua sofferta malinconia priva di ostentazione e ricca di dolce interiorità (La contessa Arrivabene, Milano, Galleria d'Arte Moderna; La principessa di St.-Léger, 1886, Milano, collezione Jucker; Giovinetta vestita di bianco, 1886, Milano, Galleria d'Arte Moderna).

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