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Ravanusa

comune in provincia di Agrigento (56 km), 320 m s.m., 49,58 km², 14.115 ab. (ravanusani), patrono: san Vito (11 agosto).

Cittadina situata alla destra del fiume Imera Meridionale. Sede anticamente di un nucleo arabo, poi conquistata dai Normanni, ebbe vari feudatari, fra cui i Palmeri, i Tagliavia e i Crescenzio (metà del Quattrocento). L'attuale centro abitato venne fondato nel 1616 dal duca Giacomo Bonanno, alla cui famiglia restò fino al 1812.§ La chiesa madre di San Giacomo Apostolo (sec. XVII) ha un portale di scuola gaginesca. Altri edifici interessanti sono la chiesa di Santa Croce e il palazzo Sillitti, edificato nell'Ottocento. § L'agricoltura, assai fiorente, offre uva da tavola (della varietà Italia) e da vino, olive, mandorle, pistacchi, pesche, cocomeri, meloni, ortaggi e cereali. L'industria opera nei settori alimentare, del mobile (poltrone e divani), dell'abbigliamento, della lavorazione del marmo e dei materiali da costruzione (calcestruzzo).§ Sul monte Saraceno, poco distante dall'abitato, sono venuti alla luce i resti di due abitati greci sovrapposti: il primo risale all'ellenizzazione di Gela (sec. VII a. C.), il secondo a quella di Agrigento (sec. VI a. C.).

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