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Renoir, Pierre-Auguste

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Le opere della giovinezza

Pittore francese (Limoges 1841-Cagnes 1919). Da Limoges la famiglia dell'artista si trasferì a Parigi nel 1844, dove Renoir entrò come apprendista in un laboratorio di porcellane, dedicandosi poi alla decorazione di stoffe e ventagli e incominciando a studiare con passione le opere dei “classici” al Louvre. Nel 1862 si iscrisse all'École des Beaux-Arts e contemporaneamente all'atelierGleyre dove conobbe Monet, Sisley e Bazille, insieme ai quali cominciò a frequentare la foresta di Fontainebleau e a sperimentare la pittura all'aperto, seguendo l'esempio dei maestri di Barbizon. Alla loro lezione si aggiunsero simpatie per Delacroix, Ingres, Corot e Courbet, le cui tracce sono visibili in alcune opere degli anni dal 1860 al 1870 (Diana cacciatrice, 1867, Washington, National Gallery of Art; Lisa con l'ombrello, Essen, Folkwang Museum; I coniugi Sisley, Colonia, Wallraf-Richartz Museum), opere giovanili eppure compiute e mature che già mostrano i segni di ricerche insolite nel campo della luce e del colore.

Le opere della maturità

Assiduo frequentatore del Café Guerbois, Renoir trasse un forte impulso verso il lavoro all'aperto dall'amico Monet, che lo indusse dapprima a schiarire la tavolozza e in seguito a praticare quella divisione dei colori che fu una conquista dell'impressionismo. Nel 1869 Renoir dipinse alla Grenouillère, nella periferia parigina, insieme a Monet, ritraendoen plein air motivi naturali, alberi, paesaggi fissati nella fitta trama di minuscoli tocchi cromatici (La Grenouillère, 1869, Stoccolma, Nationalmuseum, e Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart). In quello che è considerato il pieno periodo impressionista di Renoir (1870-81 ca.) il tessuto cromatico delle sue opere si fa più vivace e vibrante e la materia del motivo esterno si dissolve sempre più nelle masse e nei flussi di colore (Sentiero fra le erbe, Parigi, Musée d'Orsay). Insuperabile nella resa delle figure femminili, specie nei nudi immersi nella luce che ne modella le forme (Torso di donna al sole, Parigi, Musée d'Orsay), Renoir fu poeta acuto e sensibile della vita quotidiana e colse gli aspetti difformi del mondo parigino: dai frequentatori dei vivaci balli popolari all'aperto (Il Mulino della Galette, 1876, Parigi, Musée d'Orsay) all'elegante pubblico dei teatri (Il palco, 1874, Londra, Courtauld Institute of Art, presentato alla prima mostra degli impressionisti). Numerosi in questo periodo anche i ritratti, caratterizzati dalla semplicità della figura e dalla resa immediata della forma, in cui si fondono luce, colore e ambiente (Donna che legge, 1874; Madame Charpentier, 1876-77, entrambi a Parigi, Musée d'Orsay). Del 1879 è una delle opere più tipicamente impressioniste: I canottieri a Chatou (Washington, National Gallery), seguita, due anni dopo, dal celebre La colazione dei canottieri (1881, Washington, Phillips Collection).

Le opere degli ultimi anni

Nuovi impulsi derivarono all'artista dai viaggi ad Algeri e in Italia (1881-82). Fu infatti in questo periodo che Renoir, pur non rinnegando i principi dell'impressionismo, sentì la necessità di una riflessione più accentuata sulla struttura interna del dipinto e sui valori plastici della forma volgendosi in tal modo al recupero della tradizione classica, riscoperta nei musei, nella pittura pompeiana e negli affreschi di Raffaello. Ebbe così inizio il periodo definito “ingresco” o “agro” (1883-90), in cui la sua pittura si fece sempre più liscia, minuziosa ed esatta, con una chiara predilezione per i toni freddi, per il disegno e la linea che definisce le forme. I nudi femminili non sono più colti istantaneamente, ma composti in pose e ritmi più meditati come nel dipinto Le bagnanti (ca. 1884-87, Filadelfia, Museum of Arts), ispirato a un bassorilievo di Girardon a Versailles. Nell'ultima fase della vita (1898-1919), Renoir, colpito da una grave forma di artrite, soggiornò spesso sulla Costa Azzurra, a Cagnes, continuando nondimeno un'intensa attività che segnò un ritorno al suo peculiare colorismo, sostanziato da maggior vigore e solidità, nella conquistata unità di colore, linea, volume e luce. Accanto a nature morte e paesaggi, tema preferito fu ancora il nudo femminile, reso voluttuosamente in forme monumentali e inserito in una natura lussureggiante (Il giudizio di Paride, 1914, Germantown, Pennsylvania, collezione privata; Le bagnanti, 1918-19, Parigi, Musée d'Orsay).

Bibliografia

D. Rouart, Renoir, Ginevra, 1954; J. Renoir, Renoir, Parigi, 1962; H. Perruchot, La vie de Renoir, Parigi, 1964; F. Daulte, Catalogue raisonné de l'œuvre peinte de Renoir, Losanna, 1971; idem, Auguste Renoir, Milano, 1972; G. Marussi, E. Ferri, Renoir, Bergamo, 1989.