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Reyles, Carlos

scrittore uruguayano (Montevideo 1868-1938). Figlio di un ricco proprietario terriero, crebbe nella regione di Río Negro, scenario poi di molte sue narrazioni, le prime delle quali (Por la vida, 1888, Per la vita; Beba, 1894; La raza de Caín, 1900, La razza di Caino) suscitarono scandalo e polemiche per la loro crudezza naturalistica e zoliana. Anche El terruño (1916; Il paese natio) è realistico, ma di ben maggiore maturità artistica; mentre El embrujo de Sevilla (1922; Il fascino di Siviglia), frutto di un lungo soggiorno in Spagna, realizza un quasi perfetto equilibrio fra realismo ambientale e verità psicologica dei personaggi. Capolavoro di Reyles resta però El gaucho Florido (1932; Il gaucho Florido), frutto della nostalgia per la diletta pampa perduta, per una nobile forma arcaica d'esistenza tramontata a causa dell'implacabile civiltà moderna. Qui il realismo, al quale Reyles rimase sempre sostanzialmente fedele, si nutre di nostalgica poesia, con esiti indimenticabili. Non trascurabili, anche se di minor rilievo, i romanzi postumi A batallas de amor, campos de pluma (1939; A battaglie d'amore, campi di piuma) ed Ego sum (1939).

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