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Reynolds, sir Joshua

pittore e teorico dell'arte inglese (Plympton, Devon, 1723-Londra 1792). Educato fin dall'infanzia agli studi umanistici e artistici, manifestò un talento precoce per la pittura, che coltivò con un alunnato a Londra presso Th. Hudson (1740-43). Dopo un primo periodo di attività quale ritrattista, legato ancora agli schemi realistici alla Hogarth, soggiornò per due anni in Italia (1750-52) studiando sia le opere che le teorie artistiche del Rinascimento (Raffaello, Michelangelo, il Cinquecento veneto) e del classicismo (Carracci, Reni, Guercino), realizzando solo gustose caricature dei ricchi e nobili viaggiatori inglesi in Italia (La Scuola d'Atene, Dublino, National Gallery). Stabilitosi a Londra nel 1753, divenne in breve tempo il massimo autore inglese dell'epoca, sia attraverso la produzione ritrattistica, sia attraverso l'attività didattica, che esplicò nell'ambito della Royal Academy, di cui fu il primo presidente (1768-91). Nelle sue numerosissime opere (è documentata una media di circa centocinquanta commissioni all'anno) realizzò sempre, anche in quelle apparentemente più immediate, la sua teoria del grand style, proposta attraverso i Discorsi tenuti alla Royal Academy, che affermava la necessità dello studio attento dei capolavori del passato, da filtrarsi attraverso l'attenzione alla natura per giungere sempre a una realizzazione grandiosa e solenne; il rinnovamento moderno era invece attuabile solo nell'uso di un colore più smagliante e sfarzoso, da stendere a pennellate larghe e leggere (il soggiorno in Olanda del 1781, con la conoscenza diretta di Rembrandt e Hals, non fece che accentuare questa tendenza). I suoi ritratti infatti ripetono spesso dei modelli classici, come il Commodoro Keppel (1754 ca., Greenwich, National Maritime Museum) che si rifà all'Apollo del Belvedere, o Sarah Siddons (1784, San Marino, California, collezione privata), ripresa da una Sibilla della Cappella Sistina di Michelangelo. Le sue opere maggiori sono tuttavia quelle che, non necessitando di particolari allegorie riferite al modello, lasciano ampia libertà alle audacie coloristiche, ritraendo il soggetto nella sua individualità umana e non nel suo porsi come simbolo di una particolare condizione sociale (Nelly O'Brien, ca. 1762, Londra, Wallace Collection; Lord Heathfield, 1787, Londra, National Gallery). Nel 1998 vengono per la prima volta tradotti in italiano i suoi Discorsi sull’arte, pubblicati con un'introduzione di Andrea Gatti.

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