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Rièti (città)

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capoluogo della provincia omonima, 405 m s.m., 206,52 km², 47.617 ab. secondo una stima del 2007 (reatini), patrono: santa Barbara (4 dicembre).

Generalità

La città è situata presso il margine sudorientale di un'ampia conca appenninica, che un tempo fu un bacino lacustre intermontano, delimitata dai rilievi montuosi dei monti Sabini e Reatini e dominata a NE dalla vetta del Terminillo. Il nucleo originario sorse sulla riva destra del fiume Velino, vicino allo sbocco delle valli del Salto e del fiume Turano. Nel sec. XIII la città fu racchiusa entro una cinta muraria che ne contenne l'espansione per vari secoli. L'annessione al Regno d'Italia segnò l'inizio dello sviluppo industriale, che portò alla graduale trasformazione dell'originaria economia agricola. L'elezione della città a capoluogo di provincia, nel 1927, stimolò la sua espansione demografica ed edilizia, che ebbe luogo in prevalenza in direzione NW, NE e S, oltre il corso del fiume Velino. È sede vescovile.

Storia

Antica Reate, capitale dei Sabini, fu nel 290 a. C. unita all'Agro Romano da Manio Curio Dentato. Prefettura fino al tempo di Augusto e poi importante municipio, nel Medioevo fu unita al Ducato di Spoleto, divenendo sede di una gastaldia con i Longobardi e di una contea al tempo dei Franchi. Già distrutta dai Saraceni nel sec. IX, fu di nuovo gravemente danneggiata dalle truppe di Ruggero II di Sicilia (1149). Diventata libero comune, si mantenne fedele alla Chiesa che le concesse autonomia e privilegi e ospitò molti papi fra cui Bonifacio VIII. Nuovamente saccheggiata e distrutta da Federico II (1239), cadde sotto la dominazione degli Angioini durante il periodo avignonese e tornò alla Chiesa nel 1354 con l'intervento armato del cardinale Albornoz. Retta dagli Alfani dal 1375 fino al 1425 e poi da un vicario papale, fu abbellita e ingrandita. Fu saccheggiata dalle truppe napoletane nel 1799; nel 1860 venne integrata nel Regno d'Italia.

Arte

Risalgono al periodo medievale le principali testimonianze artistiche, tra cui la celebre cinta muraria (sec. XIII-XIV), un'alta cortina rafforzata con torri. Al sec. XIII risalgono il Palazzo Comunale, dalla facciata barocca, e gli edifici vescovili, rimaneggiati nel Seicento: il Palazzo Vescovile (1283), detto anche Papale, nel cui interno sono un bel portico a due navate e sontuose sale affrescate, e l'attiguo Arco del Vescovo (1298), un cavalcavia costruito all'epoca di Bonifacio VIII. Il Duomo, dominato da un grandioso campanile, fu eretto nel 1109 e profondamente modificato in epoca barocca; la parte più antica dell'edificio è la cripta, o “Chiesa inferiore”, a tre navate, con affreschi trecenteschi. Del periodo romanico-gotico sono le chiese di San Domenico, di Sant'Agostino (in parte rifatta nel sec. XVIII e riportata alle forme originali nella seconda metà del sec. XX), con portale e campanile trecenteschi, e di San Francesco (1245). Notevoli sono le testimonianze dell'arte rinascimentale, tra cui il Palazzo della Prefettura (già Vincentini), con un'elegante loggia. Tardorinascimentali sono l'oratorio di San Bernardino, la chiesa di Sant'Antonio Abate (su progetto del Vignola) e vari edifici nobiliari, tra cui palazzo Vecchiarelli, di C. Maderno.

Economia

Originariamente imperniata sul comparto agricolo e alimentare, dopo la creazione, alla fine degli anni Sessanta del sec. XX, del Consorzio per il nucleo di industrializzazione Rieti-Cittaducale, un'area attrezzata di sosta e servizi, l'economia della città conobbe un certo sviluppo industriale. Oggi sono presenti industrie alimentari (zucchero, pasta, olio e vino), delle confezioni e dell'abbigliamento, della produzione di cellulosa per la carta, delle fibre tessili artificiali, dei materiali da costruzione, chimiche, meccaniche ed edili. Si conferma inoltre un sensibile aumento delle imprese artigiane. L'agricoltura produce uva, olive, cereali, barbabietole da zucchero, patate, frutta e foraggi; è praticato l'allevamento bovino e suino. In espansione è il terziario dei servizi e delle comunicazioni; il turismo, incentivato dalla vicinanza del monte Terminillo (la “montagna dei romani”, principale stazione di sport invernali del Lazio), ha conosciuto una crescente espansione grazie alle moderne attrezzature ricettive e ricreative e al miglioramento delle vie d'accesso.

Curiosità

Vi nacquero lo storico del fascismo Renzo De Felice (1929-1996) e il poeta, saggista e critico letterario Sergio Solmi (1899-1981).