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Riccardo I (re d'Inghilterra)

re d'Inghilterra detto Cuor di Leone (Oxford 1157-Châlus 1199). Figlio di Enrico II e di Eleonora d'Aquitania, insignito dei titoli di duca di Aquitania e di Normandia e di conte di Angiò, lottò contro il padre contando sull'appoggio di Francia e Scozia (1173-74) a sostegno della madre e dei due fratelli. Nel 1188, mentre il padre era in guerra con Filippo di Francia, Riccardo I si schierò con quest'ultimo costringendo Enrico a venire a patti e dopo la sua morte si proclamò re (1189). Partecipò (1190-92) alla III Crociata con Filippo Augusto di Francia, riuscendo a impadronirsi di Messina, Cipro e San Giovanni d'Acri (1191) ma fallì la conquista di Gerusalemme. Nel settembre del 1192 negoziò con il Saladino l'ingresso dei cristiani ai Luoghi Santi. Nel 1192, costretto a rientrare in Inghilterra per affrontare gli intrighi di suo fratello Giovanni Senza Terra (che aveva l'appoggio di Filippo Augusto di Francia), naufragò nell'Adriatico e cadde prigioniero di Leopoldo V di Babenberg, duca d'Austria e di Stiria; questi, dopo averlo tenuto prigioniero nel castello di Dürnstein, lo consegnò (1193) a Enrico VI imperatore di Germania che lo liberò previo pagamento di un riscatto e dopo averne ricevuto la sottomissione (1194). Domata la ribellione in Inghilterra, con l'aiuto dei suoi ministri William de Longchamp e Hubert Walter, arcivescovo di Canterbury, che avevano governato il Paese durante la sua assenza, sanò l'amministrazione dello Stato e diresse con successo la lotta contro Filippo Augusto, morendo però all'assedio del castello di Châlus. Simbolo del perfetto cavaliere medievale, le sue gesta offrirono motivo di esaltazione a poeti e cantori che ne fecero un personaggio leggendario.

Bibliografia

J. Hampden, Crusader King, Londra, 1956; P. Henderson, Richard Cœur-de-Lion, Londra, 1958; B. Bradford, The Legends of King Richard I, Cœur de Lion: a Study of Sources and Variations to the Year 1600, L'Aia, 1965; R. Pernoud, Riccardo Cuor di Leone, Milano, 1989.