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Richardson, Tony

regista cinematografico e teatrale britannico (Shipley, Yorkshire, 1928-Los Angeles 1991). Sia sulle scene quale vicedirettore artistico del Royal Court Theatre dal 1956 al 1965, sia per lo schermo quale esponente di punta del Free Cinema, lavorò in stretto contatto con gli angry men della letteratura e del teatro, e particolarmente con J. Osborne di cui mise in scena a Londra (1956-57) e a New York (1957-58) e portò sullo schermo (1959-60) i drammi-manifesto I giovani arrabbiati e Gli sfasati e curò più tardi (Londra 1961, New York 1963) la regia teatrale di Luther. Rivelò nuovi attori, come A. Finney, ma diresse contemporaneamente L. Olivier e si misurò con i classici, da Shakespeare (Pericles, 1958; Otello, 1959) a Čechov (Il gabbiano, 1964) a Brecht (Santa Giovanna dei Macelli, 1964), portando sul grande schermo il Tom Jones di H. Fielding sceneggiato da Osborne (1963). Autore con K. Reisz del cortometraggioMomma Don't Allow edito nel 1956, produttore di Sabato sera, domenica mattina dello stesso Reisz, dopo un'infelice parentesi hollywoodiana da Faulkner (Il grande peccato, 1961), diede nel 1961-62, con Sapore di miele e Gioventù, amore e rabbia le sue prove migliori. Conquistata la fama e l'Oscar con il travolgente Tom Jones girò Il caro estinto (1965) che ampliava e aggiornava il romanzo satirico dell'inglese E. Waugh. Nel pamphletI seicento di Balaklava (1968) fornì un feroce ritratto della casta militare britannica. Con In fondo al buio (1969) e Il fantino deve morire (1974) si mosse entro generi tradizionali, mentre con Hamlet (1970) e tornò alle predilezioni teatrali. Scontato invece, sia nella denuncia sociale, sia nel moralistico impianto, è il film Frontiera (1982). Poco prima di morire, nel 1991, diresse Blue Sky.