Questo sito contribuisce alla audience di

Ridòlfi

denominazione di tre nobili famiglie fiorentine che dai luoghi dove abitavano furono dette rispettivamente di Ponte (Ponte Vecchio), di Borgo (Borgo Sant'Jacopo) e di Piazza (San Felice in Piazza). La prima di esse, consorte dei Canigiani e quindi originaria di Fiesole, si estinse nel sec. XVIII; la seconda ebbe fine nel 1654 mentre la terza, originaria del castello di Poppiano, è ancor oggi fiorente. Nota fin dal sec. XIII nella persona di un Ridolfo (Fecini), quest'ultima si segnalò soprattutto nella mercatura (arte della lana) e dette alla repubblica 21 gonfalonieri e 52 priori. Di parte ghibellina, acquistò notevole importanza nella vita fiorentina dalla fine del sec. XIV, schierandosi ora a fianco e ora contro i Medici. Tra i suoi membri più famosi, Lorenzo di Antonio (sec. XIV), giureconsulto, priore e gonfaloniere di giustizia, fu spesso incaricato di delicate ambascerie presso la corte pontificia, a Napoli, a Milano e a Venezia; Niccolò di Luigi (1444-1497) fu giustiziato dal governo savonaroliano per aver congiurato in favore di Piero de' Medici; Antonio di Jacopo (1454-1499) fu commissario per la guerra di Pisa e amico di Lorenzo il Magnifico; Giovanni Battista (1448-1514), commissario delle milizie fiorentine contro Genova che vinse a Faenza facendo prigioniero Ercole Bentivoglio, fu nominato gonfaloniere a vita dopo la caduta di Pier Soderini e fu avversario implacabile dei Medici; Lorenzo di Piero (1503-1576) partecipò alla congiura degli Strozzi e combatté da valoroso a Montemurlo (1537) per cui fu privato dei beni e bandito in perpetuo; Niccolò (Firenze 1501-Roma 1550), cardinale a sedici anni (1517) e arcivescovo di Firenze nel 1524, fu sempre contrario ai Medici. Morì mentre era in conclave, forse avvelenato per ordine di Cosimo I che ne temeva l'ascesa al papato; Bernardino di Lorenzo (m. nel 1575) combatté a Lepanto e fu ammiraglio della flotta toscana. In tempi più vicini a noi fu famoso Cosimo, uomo politico e pedagogista.