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Rime (Dante)

titolo con cui si indicano le poesie di Dante che non fanno parte della Vita nuova e del Convivio e che, caratterizzate dalla molteplicità delle esperienze stilistiche, non furono raccolte dal poeta in un corpus organico. Documento significativo del tirocinio letterario che consentì a Dante di foggiarsi lo stile articolato e complesso della Commedia, rispecchiano tuttavia, non meno della Vita nuova, un'intensa vita affettiva e un profondo impegno morale. Le Rime possono essere distinte in due gruppi, fissando come spartiacque l'anno di composizione della Vita nuova (ca. 1293). Il primo gruppo, di 25 componimenti, comprende anzitutto rime di intonazione siculo-toscana, come la tenzone con Dante da Maiano, che sono da collocare nell'ambito dell'influsso guittoniano; seguono rime di ispirazione amorosa, morbida e galante, nel gusto dello stilnovismo minore e della poesia borghese (come il sonetto Guido, i' vorrei, le ballate Per una ghirlandetta e Deh, Violetta e il sonetto Sonar bracchetti); e, infine, le poesie più vicine a quelle della Vita nuova, sia nel motivo cavalcantiano dell'amore tormentoso sia nel tema guinizzelliano della “lode”. Il secondo gruppo, di 32 componimenti, si può distinguere nelle poesie di argomento amoroso, in quelle di genere giocoso e infine in quelle allegorico-dottrinali. Le poesie di intonazione amorosa sono a loro volta distinte nei cicli della “pargoletta” e in quello per la “donna pietra”, accomunati al medesimo tema della durezza femminile: mentre però la “pargoletta” è ancora una creatura paradisiaca, anche se ritrosa e orgogliosa, la “donna pietra” è dura e insensibile. Punta estrema del virtuosismo stilistico-metrico di Dante, le “petrose” segnano una tappa fondamentale nel cammino verso il capolavoro per la conquista di un vigoroso realismo e di un'appassionata drammaticità. Dell'aggressività “petrosa” risente anche la tenzone con Forese Donati, massima espressione della maniera giocosa di Dante e preannuncio della geniale trivialità di Malebolge dell'Inferno. Tra le rime allegorico-dottrinali spicca per nobiltà di sentire la canzone Tre donne intorno al cor: al poeta d'amore è subentrato il “cantore della rettitudine” che accetta orgogliosamente la magnanima solitudine del suo destino di esule.

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