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Rinaldóne

stazione preistorica a S del lago di Bolsena (provincia di Viterbo). Rinaldone ha dato il nome a una facies dell'Eneolitico dell'Italia centrale, di cui sono tipici i vasi a fiasco, talvolta ansati e decorati con cordoni applicati o a stralucido; il rito funebre è a inumazione a corpo rannicchiato in tombe a forno, con corredo comprendente oggetti di ornamento. Sebbene la zona “nucleare” di questa facies sia costituita dalla valle del Fiora, elementi a essa riconducibili sono presenti in una vasta area (in cui è presente anche il rito del seppellimento in tombe a fossa), che comprende la Toscana meridionale, l'Umbria, l'Etruria e parte del Lazio a S del Tevere. La posizione cronologica sembra oggi collocabile nell'ambito della seconda metà del III millennio a. C.; di una fase recente, databile agli inizi dell'Età del Bronzo, sono le ricche tombe di guerrieri, tra cui famosa quella di Ponte San Pietro, dove è documentato il sacrificio della vedova.

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