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Robécco sul Navìglio

comune in provincia di Milano (28 km), 129 m s.m., 20,35 km², 6174 ab. (robecchesi), patrono: san Giovanni Battista (prima domenica di settembre).

Centro situato alla sinistra del fiume Ticino, sulla sponda destra del Naviglio Grande, in un territorio particolarmente ricco di risorgive. Appartenne a Giovannolo di Casate nella seconda metà del sec. XIV, poi passò ai Pietrasanta per volere di Filippo Maria Visconti (1412). Più antico è Casterno, castrum romano, fortilizio medievale e poi posto sotto la protezione di vari enti religiosi come il monastero di San Benigno di Fruttuaria (sec. XI-XII) e quelli di San Vincenzo di Milano e di Morimondo.§ Il territorio è caratterizzato dalla presenza di numerose ville, edificate soprattutto tra Sei e Settecento. Villa Gandini (detta “Gaia” perché destinata alle feste da Ludovico il Moro) fu eretta nella seconda metà del Trecento; restaurata nel Novecento, conserva affreschi cinquecenteschi e arredi dal Rinascimento al Settecento. Del Seicento sono il palazzo Archinto, rimasto incompiuto, e villa Dugnani, costruita su un edificio quattrocentesco. Si ricordano anche la barocca villa Gromo di Ternengo (con imbarcadero sul Naviglio Grande) e villa Scotti (sec. XIX, oggi sede del Municipio).§ L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori metalmeccanico, chimico e della lavorazione delle materie plastiche; notevole importanza ha la produzione di elettrodomestici e delle macchine da caffè professionali. L'agricoltura è rivolta alla coltivazione di cereali (mais), ortaggi, alberi da frutto e foraggi. È diffuso l'allevamento bovino, suino, equino.

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