Robert, Hubert

pittore francese (Parigi 1733-1808). Soggiornò lungamente a Roma (dal 1753) dove frequentò le lezioni di Natoire all'Accademia di Francia e dove conobbe Fragonard, insieme al quale compì un viaggio a Napoli e in Sicilia determinante per l'evoluzione della sua arte. Aperto al gusto per il paesaggio naturalistico, come testimoniano i numerosi appunti dal vero eseguiti nella campagna romana (rielaborati in dipinti successivi), le rovine di Pompei ed Ercolano sollecitarono il suo interesse per le monumentali vestigia dell'antichità. Sull'esempio di Pannini e di Piranesi, dai quali tuttavia lo distingue l'impostazione meno monumentale ma più melanconicamente evocatrice dei suoi “paesaggi con rovine” e dei suoi “capricci”, Robert si dedicò essenzialmente a questo genere tipicamente settecentesco (Veduta del porto di Ripetta, Parigi, Louvre; Ponte nella campagna romana, Strasburgo, Musée des Beaux-Arts), riunendo poeticamente, entro uno spazio ora limpido e luminoso ora turbato da fantastiche atmosfere preromantiche, la natura, i monumenti antichi e l'uomo, sempre presente in sintetiche e appena abbozzate figurine. Dopo il ritorno a Parigi nel 1765 Robert sviluppò un nuovo tipo di veduta d'attualità (L'incendio dell'Opéra; la Demolizione delle case del Ponte di Notre-Dame; la Demolizione della Bastiglia; Parigi, Musée Carnavalet), documentazione di storia contemporanea e insieme testimonianza di quegli interessi per l'umanità e la vita che tolgono ogni freddezza ai suoi paesaggi “archeologici”.

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