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Rojas, Gonzalo

poeta cileno (Lebu, Arauco, 1917-Santiago del Cile 2011). Fu docente universitario e critico letterario. Militò da giovane in un gruppo di orientamento surrealista (Mandrágora), esperienza che incise sulle sue raccolte poetiche iniziali (La miseria del hombre, 1948) fino a Contra la muerte (1964). Nei testi successivi, Oscuro (1977), Transtierro (1979), Del relámpago (1981) e specialmente Materia de testamento (1988), proponendo una mirabile prosa autobiografica e autocritica, si dimostrò sempre più sicuro e cosciente padrone di una parola lirica semplice ed essenziale, atta a esprimere le sensazioni e i sentimenti dell'uomo piuttosto che i suoi sogni o i suoi incubi. Sorprende il lettore la vitale freschezza con cui questo poeta “di ritorno da tutto”, come affermò egli stesso, conservò tanto entusiasmo creativo e tanta fede nella poesia come modello della verità e libertà dello spirito. Nel 1992 ricevette, in Spagna, il premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana. Nel 1996 pubblicò un importante libro di poesia, Río turbio, in cui non sconfessa gli antichi legami con le avanguardie, né quelli con i registri nerudiani, ma li rivitalizza attraverso nuove tonalità espressive, linguaggi, esperienze di letture e di vita.

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